FIRENZE Un funerale con cinquecento persone da ogni parte del mondo, unite dal dolore per la perdita di una persona cara. Divise però dalle restrizioni imposte dalle normative anticontagio. Il web li ha virtualmente messi uno accanto all’altro, e così, ieri, la comunità religiosa dei Testimoni di Geova di Coverciano ha dato l’addio a Guglielmo Rossi, 76 anni, nell’unico modo in cui, in epoca di coronavirus, è stato possibile farlo. In "smart". A darne notizia è la...

FIRENZE

Un funerale con cinquecento persone da ogni parte del mondo, unite dal dolore per la perdita di una persona cara. Divise però dalle restrizioni imposte dalle normative anticontagio. Il web li ha virtualmente messi uno accanto all’altro, e così, ieri, la comunità religiosa dei Testimoni di Geova di Coverciano ha dato l’addio a Guglielmo Rossi, 76 anni, nell’unico modo in cui, in epoca di coronavirus, è stato possibile farlo. In "smart". A darne notizia è la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova di Toscana e Liguria, raccontando anche come è stato possibile, tecnologicamente, connettere tutte queste persone nel medesimo momento. "Il luogo di culto dei Testimoni di Geova di Bagno a Ripoli, come quelli di tutta Italia, è chiuso da marzo proprio per evitare contagi - spiega il portavoce della Congregazione, Emanuele Fogliani -. La soluzione è stata trovata grazie a una piattaforma internet che ha permesso ad oltre 500 persone di collegarsi in streaming da diverse province e nazioni come Spagna e Inghilterra e dare il loro conforto alla famiglia anche a distanza. Un esempio davvero mirabile di come sia possibile coniugare il sentimento di pietà sempre vivo e forte in ciascuno di noi e il rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid".

Ognuno dal proprio dispositivo, uno smartphone o un computer, gli amici di Guglielmo Rossi han porto il proprio saluto al loro caro, "un uomo amato e apprezzato da tutti quelli che lo conoscevano - racconta ancora Fogliani -. Si era battezzato come Testimone di Geova nel 1974 anni e per tanti anni ha aiutato diverse persone a comprendere ed applicare nella vita il valore dei princìpi indicati nella Bibbia. Si comprende perché tanti amici e parenti abbiano sentito il forte desiderio di dare il proprio personale sostegno alla famiglia partecipando al funerale". L’iniziativa dei Testimoni di Geova, con la sua roboante partecipazione, non ha certamente precedenti a Firenze e dintorni. Ma purtroppo altre celebrazioni funebri in zone rosse hanno ricorso a questo escamotage per consentire una vicinanza, anche solo virtuale, a chi non c’è più.

Una settimana fa, a Torino, è così, via internet, che si sono celebrati i funerali della mamma di appena 21 anni morta con il Covid.

Tra i drammi della pandemia, c’è anche questo: la solitudine in cui si muore e la distanza, incolmabile, delle persone amate.

red.cro.