Un figlio di Fulvio Dolfi avrebbe parlato al padre al telefono, domenica, nel primo pomeriggio, intorno alle 14,30. Sarebbe questo l’ultimo contatto tra il pregiudicato ritrovato cadavere giovedì verso le 11 nel suo appartamento di via Rocca Tedalda e i suoi famigliari. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal pm Fabio Di Vizio cercano, con l’ausilio di personale della scientifica, elementi utili, per fissare il giorno e l’orario dell’omicidio nella maniera il più possibile circostanziata, precisa.

Il medico legale Rossella Grifoni avrebbe fissato il decesso nelle 36-48 precedenti al ritrovamento del corpo straziato. Tornando a ritroso, martedì. Ma occorrono certezze; i cellulari dell’uomo (oltre a eventuali esiti positivi sui resti organici repertati sotto le unghie) potrebbero aiutare a capire chi ha avuto contatti con Dolfi a ridosso della sua uccisione. Familiari, amici e conoscenti sono stati sentiti per chiarire le sue abitudini. Su eventuali contatti con soggetti pericolosi. Pur se molti dicono che – dopo i precedenti per rissa e droga, e il carcere – il suo percorso di reinserimento procedeva bene. Lavorava da otto anni come portiere a S.Paolino. Viveva con la pensione da ipovedente: 800 euro. E’ in questo giro che potrebbe essere individuato il movente di un assassinio brutale. Regolamento di conti per soldi o una lite furiosa finita in tragedia.

g.sp.