FIRENZE "Volevo godermi Firenze per una mezza giornata ma, mi creda, dopo quella contravvenzione assurda mi è passata la voglia". Ferragosto gonfio di bile per Gianluca, 39 anni, manager lombardo di passaggio in città per lavoro, che si è visto sventolare sotto il naso da un solerte controllore una multa da 55 euro, appena sceso dal bus in piazza San Marco. "Ho provato in ogni modo a fare il biglietto ma non c’è stato verso – si sfoga – Ho mostrato al controllore l’app per il pagamento che il mio telefonino stava scaricando: non ha sentito ragioni"....

FIRENZE

"Volevo godermi Firenze per una mezza giornata ma, mi creda, dopo quella contravvenzione assurda mi è passata la voglia". Ferragosto gonfio di bile per Gianluca, 39 anni, manager lombardo di passaggio in città per lavoro, che si è visto sventolare sotto il naso da un solerte controllore una multa da 55 euro, appena sceso dal bus in piazza San Marco. "Ho provato in ogni modo a fare il biglietto ma non c’è stato verso – si sfoga – Ho mostrato al controllore l’app per il pagamento che il mio telefonino stava scaricando: non ha sentito ragioni". Questo il racconto:

"Arrivo in città nella tarda serata di giovedì e venerdì mattina chiedo consiglio all’hotel in cui sono alloggiato se sia agevole usare il bus per raggiungere il centro storico. Mi rispondono di sì, avvisandomi che potrò comprare il biglietto a bordo". Da sottolineare che in questi giorni difficilmente si trovano rivendite aperte per acquistare i ticket cartacei e tuttavia bisogna ricordare che esiste un numero al quale si può inviare un sms per avere nel giro di pochi istanti un biglietto elettronico (spesso però alcuni telefoni, in particolare quelli aziendali, non hanno l’abilitazione.

"Alle 8 sono l’unica persona alla fermata Caruso – prosegue nel suo racconto Gianluca – ed appena salgo mi rivolgo all’autista per comprare il biglietto. Questi gentilmente m’informa che questo non è più possibile per l’emergenza sanitaria e che pertanto devo scaricare l’app per fare il ticket. Mentre mi accingo ad eseguire quanto chiesto, sotto gli occhi dell’autista stesso, mi accorgo di essere già arrivato a destinazione, essendo il mio hotel a poche fermate da Piazza San Marco".

Qui l’"incontro" con il verificatore. "Appena sceso dal bus vengo approcciato da un controllore al quale spiego l’accaduto, mostrando l’app ancora in fase di installazione sul mio telefono, e le poche fermate percorse in virtù della mappa di Google ancora aperta. – dice il manager – Lo esorto anche ad interrogare l’autista proprio per ribadire la mia indiscutibile buona fede, ma il bus è già ripartito. Telefono allora all’hotel e lo faccio parlare con il controllore, in modo da avvalorare quanto da me spiegato, ma senza successo. Il controllore decide quindi di chiamare i carabinieri, avvisandomi che sporgerà denuncia nei miei confronti, in quanto rifiuto l’accusa che mi viene rivolta. Accetto che venga redatto un verbale solo a patto di poterlo contestare. Poi mi dirigo immediatamente all’Ufficio Ataf per far valere i miei diritti.

"Risultato? – conclude – Secondo il gentile ma diligente addetto allo sportello, io sono dalla parte della ragione ed il controllore è stato fin troppo zelante, ma a suo avviso le possibilità che il mio ricorso venga accettato sono pari allo zero, e per questo motivo mi convince a saldare la penale".