NICCOLO' GRAMIGNI
Cronaca

Medici Firenze: “Bene gli investimenti, ma l’autonomia differenziata resta un pericolo"

Il presidente dell’Ordine Dattolo: “I possibili 200 milioni in più per la Toscana rischiano però di essere vanificati dal disegno di legge Calderoli sul servizio sanitario nazionale”

L'intervento dell'Ordine dei medici di Firenze

L'intervento dell'Ordine dei medici di Firenze

Firenze, 19 ottobre 2023 – “Se confermato, è positivo il segnale contenuto nella legge di bilancio licenziata dal Consiglio dei ministri, che stanzia 3 miliardi per la sanità, di cui pare 150/200 milioni per la Toscana. Ma è altrettanto vero che se passerà il disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata morirà il servizio sanitario nazionale. Si verranno a creare tanti sistemi sanitari quante sono le regioni italiane venendo meno il diritto ad avere cure uguali per tutti”. A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, commentando la manovra economica varata dal Governo e le ultime novità sul disegno di legge relativo all’autonomia differenziata. “Del resto la lettera del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco a Sabino Cassese, presidente della commissione Livelli essenziali delle prestazioni, non fa altro che ingigantire le nostre preoccupazioni - dichiara il presidente Dattolo-. ‘Nel disegno di legge Calderoli’, sottolinea Visco, ‘non vengono quantificati i costi, dunque si fa riferimento alla spesa storica dei servizi sociali, come nel caso dei livelli di assistenza sanitari; ma così facendo si perpetuano le disuguaglianze sociali e gli squilibri territoriali già oggi ampiamente esistenti’. Con la legge n.833 del 23 dicembre 1978, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, l’Italia ha fatto un grande passo in avanti, è diventato un paese civile. Il provvedimento Calderoli ci riporterebbe indietro di 45 anni perché non tutti i cittadini saranno uguali di fronte alla sanità”. “Qualcuno dimentica – sottolinea Dattolo- che la salute della popolazione, e non solo dei singoli, oltre a prolungare l’aspettativa di vita, crea anche benessere generale e migliora lo stato economico del paese. Non un costo, ma una risorsa. Il nostro servizio sanitario nazionale è stato apprezzato in tutto il modo: ottime prestazioni con risorse molto limitate. Oggi però aziendalizzazione e definanziamento, che hanno creato autostrade per la sanità privata, hanno messo in ginocchio il servizio sanitario e, adesso, l’autonomia differenziata ne determinerà il de profundis”.