Il Tuscany Hall si tinge di rosso. Amarcord Fgci, come eravamo con quattro ex segretari del Pci. Da D’Alema e Cuperlo

All’incontro del 10 febbraio, dal titolo Allosanfàn, anche Fumagalli e Folena . La playlist sarà curata dall’ex presidente della Regione Toscana Claudio Martini.

Il Tuscany Hall si tinge di rosso. Amarcord Fgci, come eravamo con quattro ex segretari del Pci. Da D’Alema e Cuperlo
Il Tuscany Hall si tinge di rosso. Amarcord Fgci, come eravamo con quattro ex segretari del Pci. Da D’Alema e Cuperlo

di Benedetto Ferrara

Ci pensavano da tempo. Temevano il rischio di una versione assembleare del “Grande freddo” o della chat che improvvisamente organizza la reunion di una qualsiasi classe di un liceo anni ’70. Poi il desiderio di ritrovarsi e discutere ha vinto sulla paura e i figgicciotti hanno scelto di organizzare il loro ritorno alla Tuscany hall sabato 10 febbraio per una giornata ben oltre il "Come eravamo", e qualche passo più in là dagli inevitabili "Ciao, quanto tempo…", con le foto dei nipotini e le notizie sulla salute di questo o di quello.

La Federazione Giovanile comunista, cioè la Fgci, era la faccia giovane del PCI, era un movimento critico costruttivo che cercava di portare “oltre il giardino” le idee di una partito alle prese con una evoluzione esistenziale, quell’anima che grazie a Enrico Berlinguer stava uscendo dalla vecchia logica delle guerra fredda: il compromesso storico, l’unità nazionale, una identità democratica costruita con indubbia lentezza ma anche con grande coraggio. L’ex deputata Marisa Nicchi, fiorentina e per un periodo segretaria toscana della Fgci, è una delle promotrici di questo ritrovo a cui Massimo Gramigni ha aderito volentieri mettendo a disposizione la Tuscany hall per questa giornata di parole e di musica (la playlist sarà curata dall’ex presidente della regione Toscana Claudio Martini).

Titolo della reunion: Allosanfàn. Dice Marisa Nicchi: "La citazione del film dei fratelli Taviani è una esortazione a muoversi. Ad aprire gli occhi sulla situazione attuale, su quello che la destra di governo sta facendo per mettere in discussione la Costituzione democratica. Penso all’autonomia differenziata e al presidenzialismo. Questo per dire che per chi ha pensato questa giornata non si tratterà solo di un ritrovo tra reduci ma anche un modo per confrontarsi sull’attualità partendo proprio da quell’energia che in qualche modo ha anticipato i tempi. Penso alla questione femminile, all’ambientalismo, a temi che oggi, insieme ad altre questioni urgenti come il lavoro e l’emigrazione, devono essere al centro dell’azione della sinistra".

Ci saranno confronti coi protagonisti di quel periodo che va da metà degli anni ’70, quando il Pci divenne il primo partito italiano, allo scioglimento segnato dalla caduta del muro di Berlino e dalla Bolognina. Quattro segretari nazionali in gioco: D’Alema, Fumagalli, Folena e Gianni Cuperlo, il segretario che nell’89 mise la firma sulla fine della grande avventura. Ci sarà anche Leonardo Domenici, ex sindaco d Firenze e segretario cittadino della federazione giovanile comunista. Poi Livia Turco e un video messaggio di Aldo Tortorella, ex dirigente del Partito comunista, oltre a un video collegamento con il Cile e con gli Inti Illimani.

Spiega Marisa Nicchi: "Metteremo insieme ricordi, suggestioni e desiderio di confronto. Ognuno di noi ha preso strade diverse, c’è anche chi ha lasciato la politica ma questo evento, aperto a tutti, non deve servire a vestire per un giorno la nostra adolescenza ma semmai a riscoprire quella passione che trasformavamo in energia". I figgicciotti allora avevano il desiderio di intercettare i primi fermenti creativi del’77, lampi di rivoluzione culturale giovanile che poi evaporerà per lasciare il posto alla violenza degli anni di piombo e degli scontri di piazza, quelli dove i figgicciotti facevano i conti con i nemici di Autonomia Operaia.

"Noi abbiamo sempre combattuto quelle scelte. Noi eravamo pacifisti, ecologisti in tempi non sospetti, dalla parte delle donne. Il nostro compito era quello di supportare il partito con la nostra passione e al tempo stesso di portarlo fuori dal muro di cinta dentro il quale troppo spesso era costretto". E allora Allosanfàn. Come dire: non è mai troppo tardi. Forse.

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