
Sui ponteggi del cantiere di San Miniato durante la presentazione del restauro
E’ dedicata a uno dei primi martiri della città. Costruita a partire dal 1018 sotto il vescovo Alibrando e poi sotto l’imperatore Enrico II, la basilica di San Miniato è uno dei capolavori dell’architettura romanica fiorentina, al cui interno sono custoditi capolavori che attraversano tutti i secoli, dal Rinascimento fino ad oggi. Affidato alle cure dei monaci della congregazione Olivetana, il complesso si prepara a un’operazione di rinnovamento e riqualificazione strutturale, promossa dall’Agenzia del Demanio in qualità di stazione appaltante, in collaborazione con la Soprintendenza.
L’intervento è finanziato con oltre 3,6 milioni di fondi Pnrr del Ministero della Cultura e ha lo scopo della messa in sicurezza sismica, consolidamento della copertura, riparazione di lesioni sulle murature e rinforzo dei pilastri della cripta e restauro dei marmi policromi della facciata.
Ma invece di restare per un anno interdetto al pubblico, il restauro è stato pensato per diventre un cantiere “aperto e trasparente“, per essere visitato e per ammirare da vicino gli straordinari mosaici della facciata, i marmi policromi, fino all’imponente aquila di rame dorata sulla cuspide centrale, che sarà trasferita dalla cima all’interno, in un laboratorio trasparente.
A presentare l’ingente restauro alla basilica e al campanile, monumenti dell’architettura medioevale più iconici di Firenze, sono intervenuti l’Abate di San Miniato al Monte, Padre Abate Bernardo Francesco Gianni, il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, la Soprintendente Antonella Ranaldi, la sindaca di Firenze, Sara Funaro; mentre Valentina Aversa, progettista della Soprintendenza, e Susanna Carfagni di Studio Comes, hanno illustrato i dettagli del progetto e l’impresa Lithos le operazioni di restauro e le innovative modalità di comunicazione per coinvolgere il pubblico nell’esperienza di “cantiere aperto”. La facciata resterà infatti visibile grazie alle coperture trasparenti sui ponteggi, l’installazione di cartelli informativi lungo il perimetro del cantiere consentirà ai visitatori di ottenere indicazioni e dati sulla la storia millenaria del monumento e sugli interventi in corso.
Per rendere l’esperienza più immersiva e suggestiva, saranno realizzate installazioni di video mapping, utilizzando i teli dei ponteggi sulla facciata per proiezioni e spettacoli di luce.
"L’intervento strutturale antisismico sull’Abbazia di San Miniato preserverà la continuità della sua vita – ha detto Alessandra dal Verme –. L’Agenzia del Demanio è impegnata a valorizzare il patrimonio immobiliare dello Stato, con particolare attenzione alla qualità, alle tecniche innovative e ai tempi di esecuzione, per restituire ai cittadini i loro beni carichi di storia, di bellezza e anche di profondi significati identitari e spirituali".
"Con un accordo del marzo 2023 sono state fornite le esperienze conoscitive di indagini preliminari e del cantiere pilota sulla facciata – ha aggiunto Antonella Ranaldi –. Il delicato intervento di restauro di San Miniato rappresenta anche una grande occasione di divulgazione e conoscenza".
"Dal 2018, anno del nostro millenario, San Miniato è finalment inscluso nel patrimonio Unesco – ha detto padre Bernardo –, quindi da parte nostra c’è grande gioia nell’accogliere questo importantissimo cantiere che lascia la fruibilità della chiesa".