Il racconto dei giovani: "Strada sbagliata. E ci hanno assaliti"

Gli studenti: un errore durante il nostro percorso

Il racconto dei giovani: "Strada sbagliata. E ci hanno assaliti"

Una ragazza manifestante colpita da una manganellata al volto, che gli ha rotto il naso e fatto un taglio sotto l’occhio destro

FIRENZE

Era lì solo per solidarietà. Crede davvero che sia in atto un genocidio a Gaza, e come studentessa universitaria voleva dire la sua. In cambio, però, ha ricevuto una manganellata in pieno volto, che gli ha provocato la rottura del setto nasale un taglio sotto l’occhio destro. "Ho avuto davvero molto paura – racconta la ragazza –, stavo girando un video della manifestazione, quando mi è arrivato un colpo improvviso. Da lì il buio". Sono momenti concitati: il corteo pro Palestina, poco prima del consolato americano, entra in contatto con la polizia schierata in tenuta antisommossa. Ad avere la peggio sono i manifestanti, per gran parte giovanissimi.

"Durante il corteo abbiamo sbagliato strada prendendo il Lungarno verso il consolato americano. Davanti a noi un muro di poliziotti, ci hanno bloccato e hanno urlato ’carica’ – racconta una 18enne davanti all’ospedale Santa Maria Nuova, mentre ci mostra la tempia tumefatta –. Da lì sono partite le botte e le manganellate: ho avuto tanta paura e ora ho più rabbia di prima, tutta questa violenza non era necessaria, soprattutto contro ragazzi così giovani".

I feriti sono in tutto cinque: tre ragazze e due ragazzi i feriti, tutti intorno ai 18/20 anni, studenti di liceo e di università.

"Io non riesco più ad alzare il braccio mi fa male la spalla – chiosa l’amica –. Sto aspettando che mi visitino perché ho preso una manganellata talmente forte che non so cosa aspettarmi dal referto. Dentro ci sono due ragazzi in attesa di fare la lastra alla gamba e alla spalla. È inaccettabile, non ci fermerà tutto questo, sentiamo nostra questa causa. Basta pensare che in Palestina ogni giorno muoiono sotto le bombe, non saranno i manganelli dei poliziotti a fermarci".

Il loro volti infantili tradiscono paura e incertezza: non sanno bene ancora cosa sia successo, e perché fossero proprio intesta al corteo al momento del contatto con gli agenti.

"Era una manifestazione pacifica, noi eravamo pacifici, quando, all’improvviso, la polizia ha iniziato a colpirci con i manganelli. Ma come è possibile che lo Stato risponda con i manganelli al nostro dissenso?" racconta una studentessa del liceo Machiavelli-Capponi di Firenze che preferisce - anche lei - restare anonima.

"Siamo scesi ancora una volta in piazza per dire basta al genocidio palestinese - prosegue - ma nel nostro Paese solo il termine ’genocidio’ non si può dire. Anche a scuola, negli ultimi tempi, noi studenti abbiamo provato a sensibilizzare i coetanei affiggendo volantini e foto che mostrano la distruzione di Gaza ma puntualmente sono tolti su ordine della direzione scolastica. Secondo me sono tentativi di censura gravi e significativi".

E non è finita qui. "Stamani (ieri, ndr) il vicepreside ci urlava di entrare in classe invece di restare fuori per andare a manifestare. A chi ha deciso di aderire allo sciopero sono stati messe 4 e note disciplinari" conclude la studentessa. Sui fatti interviene anche il Comitato dei genitori del liceo Michelangiolo di Firenze che si dice "profondamente preoccupato per la violenza inaudita esercitata dalla polizia sugli studenti inermi che manifestano pacificamente". Il Comitato, condannando quanto accaduto, "esprime tutta la solidarietà e vicinanza agli studenti e auspica che venga fatta luce al più presto sulle responsabilità".

Barbara Berti

Linda Coscetti

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