La giovane età dei turisti è al centro del dibattito sul green pass per i locali
La giovane età dei turisti è al centro del dibattito sul green pass per i locali
di Rossella Conte Sale l’attesa e in molti casi l’apprensione per le decisioni del governo sull’obbligo di green pass per accedere a locali, hotel e ristoranti. Decisioni sempre più imminenti dopo il summit con le regioni di ieri. "Se le nuove, ipotetiche, regole sull’utilizzo del green pass dovessero diventare legge, 26 milioni di italiani (17 se bastasse una sola dose) potranno andare in vacanza, sui mezzi pubblici, al supermercato, persino in ufficio e in fabbrica ma non entrare in un bar o un ristorante". E’ una furia Aldo Cursano, presidente Confcommercio Firenze, che commenta il nuovo piano del governo per regolare le...

di Rossella Conte

Sale l’attesa e in molti casi l’apprensione per le decisioni del governo sull’obbligo di green pass per accedere a locali, hotel e ristoranti. Decisioni sempre più imminenti dopo il summit con le regioni di ieri. "Se le nuove, ipotetiche, regole sull’utilizzo del green pass dovessero diventare legge, 26 milioni di italiani (17 se bastasse una sola dose) potranno andare in vacanza, sui mezzi pubblici, al supermercato, persino in ufficio e in fabbrica ma non entrare in un bar o un ristorante".

E’ una furia Aldo Cursano, presidente Confcommercio Firenze, che commenta il nuovo piano del governo per regolare le entrate all’interno dei locali pubblici con il green pass. "Siamo di fronte all’ennesimo paradosso: chiunque potrà cenare nei ristoranti dei villaggi, degli alberghi, dei campeggi mentre in tutti gli altri servirà il green pass - sottolinea Cursano -. Una discriminazione inaccettabile perché anche le nostre sono imprese turistiche che vivono di mercato. Se davvero si ritiene che la campagna vaccinale abbia bisogno di un’ulteriore spinta, si estenda l’obbligatorietà della vaccinazione, doppia o singola dose, per accedere ad ogni tipo di servizio".

Secondo Confesercenti l’obbligo di green pass avrà un grave impatto sulle attività: a seconda della modulazione che verrà scelta, restringere l’accesso rischia di far perdere 1,5 miliardi di fatturato alle attività turistiche e pubblici esercizi con una perdita di 300 milioni di euro di fatturato per i soli bar e ristoranti. Sempre secondo Confesercenti, anche se con il pass rimarrebbe possibile l’ingresso all’interno del locale, si ridurrebbe notevolmente la platea dei clienti, in particolare se si deciderà di restringere l’accesso ai soli vaccinati con due dosi, che attualmente sono solo il 51%. "Al momento introdurre l’obbligo del green pass nei ristoranti è prematuro: la platea delle persone con la seconda dose è ancora ristretto. Non siamo contrari, sia chiaro, ma bisognerebbe parlarne a settembre- ottobre. Anche perché sarebbe l’ennesima discriminazione ai danni delle nostre attività. Tra l’altro sarebbe anche dannoso: le famiglie, per esempio, con minori al seguito non vaccinati non potrebbero più venire così come i giovanissimi" sottolinea Franco Brogi, presidente Fiepet Confesercenti Firenze. Se gli imprenditori fiorentini si spaccano tra il fronte dei sì e quello dei no, rimane alta l’attenzione sugli sviluppi legati alla nuova variante Delta nel paese: i casi continuano a salire così come l’aumento delle persone ricoverate. "Se il rischio è di trovarsi a ottobre di nuovo chiusi ben venga il green pass – è chiaro Dario Giachetti del ristorante Gastone di via de’ Pandolfini -. Di sicuro ci porterà via una fetta di clienti ma, a quanto pare, se non mettiamo un freno all’aumento dei contagi ci ritroveremo con nuove restrizioni che potrebbero mettere in ginocchio definitivamente le nostre attività". "Al momento gli unici vaccinati sono gli anziani, nel mese di agosto invece sono soprattutto i giovanissimi a viaggiare – conclude Andrea Boccacelli, titolare dell’Hotel Palazzuolo -. Non siamo contrari ma bisognerebbe aspettare di avere una copertura maggiore".