ILARIA ULIVELLI
Cronaca

I 12 milioni restano a Firenze: "Pronto il progetto alternativo. Tanto verde al posto del cemento"

L’opera per Sgarbi sarebbe stata uno "stupro". La nuova bozza è già stata consegnata alla soprintendenza. "L’uscita degli Uffizi la decide lo Stato e presto la presenteremo".

Siamo all’epilogo. La Loggia Isozaki che per un quarto di secolo pur non riuscendo ad essere aveva fatto tanto discutere, a questo punto non sarà più. Capitolo archiviato. Il Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici ha detto stop, non s’ha da fare. Anche se il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano tiene a precisare che i 12 milioni di euro tagliati alla loggia resteranno a Firenze. "Trovo doveroso – dice – lasciare le risorse per realizzare un’uscita degna al museo degli Uffizi".

L’organo ha deciso in modo autonomo all’unanimità dopo aver ascoltato l’intervento del sottosegretario Vittorio Sgarbi che ha espresso la sua posizione dopo la relazione della docente universitaria Simonetta Bartolini.

Ma ora cosa succederà? Chi pagherà eventuali rivalse dei vincitori di concorso? Sgarbi lascia tempo al tempo. "Abbiamo già pagato chi ha vinto il concorso, lo Stato non è obbligato a realizzare l’opera – incalza il sottosegretario – Poi se ci sarà una causa vedremo". Per il futuro non ci saranno archistar nel destino della nuova uscita degli Uffizi. "Decide lo Stato. Abbiamo già realizzato una bozza progettuale di architetettura giardino, l’idea è di Rossano Genta e prevede all’opposto del cemento della Loggia Isozaki e cioè tutte le piante possibili immaginabili, una varietà infinita di essenze e aiuole – dice Sgarbi – Abbiamo consegnato tutto alla soprintendenza, presto sarò a Firenze per svelare il progetto che è abbastanza articolato".

Non dice di più, tenendo la sorpresa in serbo.

Il sindaco, pur per niente meravigliato perché la decisione era nell’aria, parla ancora di occasione persa. E chiede un’accelerazione nella presentazione del progetto nuovo. Mentre il ministro Sangiuliano continua a porsi domande sul tempo trascorso senza risposte dalla progettazione ad oggi.

In venticinque anni le polemiche si sono rincorse. La convenzione per l’avvio dei lavori fu firmata il 21 febbraio 2001, ma già in settembre Vittorio Sgarbi, nella sua prima visita ufficiale a Firenze, espresse perplessità sul progetto e annunciò che avrebbe incontrato Isozaki per discutere assieme eventuali modifiche. Da allora, di perplessità in perplessità, tra annunci di stop and go, il progetto non è mai decollato.

"Il fatto che il Consiglio superiore dei beni culturali, autorevole organo di carattere tecnico scientifico in materia di beni culturali di cui fanno parte varie espressioni culturali, abbia detto no alla Loggia di Isozaki, sta a indicare che avevamo ragione noi – dice il senatore fiorentino Paolo Marcheschi capogruppo Fdi in commissione cultura del Senato – In venti anni su questo progetto sono state prodotte solo montagne di parole, il sindaco Nardella rifletta".