Franchi, ossigeno lavori. Obiettivo 25mila posti. Per i 55 milioni mancanti si scommette su Euro ’32

La proroga del governo fino al 2028 scongiura spostamenti dei viola in occasione delle gare casalinghe. Ora i cantieri saranno riprogrammati. Possibile anche che la capienza in determinati periodi venga ampliata.

Franchi, ossigeno lavori. Obiettivo 25mila posti. Per i 55 milioni mancanti si scommette su Euro ’32

Un recente sopralluogo del sindaco Dario Nardella al cantiere del Franchi

Da Roma è in partenza una bombola di ossigeno purissimo. Destinazione Campo di Marte dove i cantieri per il restying del Franchi – già avvelenati da polemiche roventissime in città prima ancora che la prima ruspa accendesse i motori – avevano il fiato corto sia per i tempi ristretti che per la mancanza di risorse per il completamento del progetto e soprattutto per le coperture complete di tutti i settori.

Il primo problema, quello temporale, sembra essere definitivamente risolto in seguito alla decisione del governo che, come ha annunciato sabato il senatore Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, ha "previsto una nuova programmazione finanziaria del Piano nazionale complementare, nell’ambito del decreto legge Pnrr, che viene estesa al 2028". Due anni in più a disposizione dunque per completare il restyling con un po’ di amarezza per l’impossibilità di celebrare i cento anni di vita della Fiorentina, fine agosto del ’26, con lo stadio nuovo di zecca già pronto.

Un rammarico ampiamente addolcito dal fatto che, sulla carta, i viola – e i tifosi soprattutto – non avranno più necessità di spostarsi dal Campo di Marte per le gare casalinghe dal campionato 2025-2026 e di individuare un impianto non troppo lontano da Firenze disposto ad accogliere il club di Commisso (tante le ipotesi fatte nella frenesia dei mesi scorsi: dalla vicina Empoli, scenario stroncato dalla sindaca Brenda Barnini, alle più distanti Modena e Cesena). Una grana non da da poco risolta. Quanto al secondo problema, ovvero i soldi che mancano per completare l’opera – quei 55 milioni di euro che il sindaco Dario Nardella, pur accogliendo con soddisfazione lo slittamento dei finanziamenti fino al 2028, non ha mancato di ricordare sabato sera al governo ("A questo punto ci aspettiamo che l’esecutivo possa risponderci positivamente anche sulla richiesta di restituire alla città di Firenze i soldi a suo tempo tolti") – Palazzo Vecchio sembra essere ancora fiducioso. Per più di un motivo.

Oltre a continuare l’opera di pressing sul governo per riavere i fondi (d’altronde anche lo slittamento al 2028 è stato, come ha ricordato ieri il governatore Eugenio Giani è stata "una vittoria del confronto e del dialogo, da parte mia con il ministro ai rapporti con l’Ue Raffaele Fitto e da parte del sindaco Nardella con il ministro dello sport Andrea Abodi"), il Comune aspetta di capire come si pronuncerà il Consiglio di Stato sul ricorso di piazza della Signoria.

Ma a rasserenare gli orizzonti c’è soprattutto la prospettiva – tutt’altro che remota viste le parole di apprezzamento per il progetto Franchi del presidente della Figc Gabriele Gravina – che lo stadio di Firenze venga inserito nella lista dei cinque impianti, insieme a quelli di Roma, Milano e Torino e un altro da scegliere, destinati a ospitare le gare di Euro 2032 che l’Italia ospiterà con la Turchia e per i quali il governo, che si pronuncerà entro il ’26, dovrebbe garantire delle risorse economiche. I soldi insomma, se non proprio tutti i 55 milioni di euro mancanti, potrebbero dunque essere usciti dalla porta per rientrare poi dalla finestra.

Ma restando al Campo di Marte quali sono, per i tifosi viola, gli scenari per le prossime stagioni sportive? Quanto alla prossima – 2024-2025 – il Comune aveva già assicurato che la Fiorentina sarebbe rimasta al Franchi pur con i cantieri aperti mantendendo una capienza di oltre 20mila posti. Per le successive Palazzo Vecchio fa sapere che tutti gli interventi dovranno essere rimodulati e ridefiniti dagli uffici tecnici insieme alle ditte incaricate. Difficile ancora capire come saranno strutturati ma visti i tempi più dilatati e la possibilità di procedere per micro cantieri meno impattanti la possibilità che al Franchi in certi periodi la capienza possa salire anche a 25mila posti è tutt’altro che remota.

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