Il Forteto (foto Germogli)
Il Forteto (foto Germogli)

Firenze, 23 agosto 2019 - Una lettera in cui il commissario straordinario del Forteto esprime tutto il suo "sconcerto" per la richiesta di risarcimento danni milionaria che la Regione Toscana ha chiesto alla stessa comunità, sconvolta in questi anni dall'inchiesta giudiziaria sulle violenze del suo allora "capo", Rodolfo Fiesoli. La lettera era attesa dalla Regione, che si era detta disposta a soprassedere sulla richiesta danni ma che attendeva una replica dallo stesso commissario straordinario.

Mazzetti, nella sua missiva di risposta, sottolinea che la comunicazione dell'Ente "ha causato forti preoccupazioni sulle vittime, sui soci e più in generale su tutti i lavoratori dipendenti ed ha altresì causato allarme presso gli istituti di credito ai quali si rivolge la Cooperativa con ciò rischiando di causare anche dei problemi finanziari ad una realtà economica che rappresenta uno dei cardini dell'economia locale".

Il commissario nella lettera contesta "la fondatezza delle richieste risarcitorie" ed evidenzia prima di tutto che, non essendosi la Regione Toscana "costituita parte civile nel giudizio penale" definito dalla Suprema Corte di Cassazione, "non ha alcuna legittimazione attiva rispetto alla Cooperativa".

Definendo un "grossolano errore" quello commesso dall'Amministrazione regionale con la lettera del 6 agosto scorso, che "crea gravi difficoltà dal punto di vista politico ed istituzionale". Oltretutto "l'assoluta infondatezza della richiesta di risarcimento danni rischia di innescare una escalation negativa nei rapporti intercorrenti tra la Regione e la Cooperativa". Mazzetti sottolinea

"l'atteggiamento omissivo, in termini di vigilanza e controllo, posto in essere dalla Regione nel corso dell'ultimo trentennio nei confronti della Cooperativa che, per converso, ha goduto sempre di ampi riconoscimenti ed elogi da parte della stessa e ciò anche successivamente alle prime condanne penali dei suoi responsabili". E poi continua: "Lo sconcerto si esprime anche in considerazione del fatto che tutti i finanziamenti (tranne uno del 1999) sono stati evasi dalla Regione successivamente all'anno 2000, ossia dopo la condanna emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per le violenze subite da una vittima e che quindi risulta inequivocabilmente che la Regione era perfettamente a conoscenza della predetta condanna e che nonostante ciò abbia continuato a concedere numerosi finanziamenti al 'Guru' della Cooperativa e alla sua 'Setta'".

Marzetti rivolge anche "un formale invito" al presidente Rossi "a visitare la Cooperativa anche affinché in tale occasione si possa chiudere definitivamente l'episodio e rassicurare cosi' l'ambiente con tutte le implicazioni connesse".