Firenze Fiera senza il nuovo socio. Stop al tesoro di Natale (12 milioni)

Svaniscono le offerte delle tre società interessate (Parma, Milano e Pitti). Il centrodestra: gestione fallimentare

Firenze Fiera senza il nuovo socio. Stop al tesoro di Natale (12 milioni)

Firenze Fiera senza il nuovo socio. Stop al tesoro di Natale (12 milioni)

Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera, vede il bicchiere mezzo pieno e riesce a sorridere dagli uffici della Fortezza da basso: "Domenica scorsa ci ha fatto i complimenti per servizi e organizzazione anche il leader della Lega Salvini che ha radunato qui i leader sovranisti... Contemporaneamente avevamo altri due eventi. Tanto per dire che Firenze e i suoi spazi espositivi e congressuali sono apprezzati, tirano e il mercato in termine di fatturato ci premia in questo 2023 come trend di continuità di risalita". Ma c’è un però grande quanto uno dei padiglioni espositivi: il nuovo socio chiamato a ricapitalizzare (dote da 12 milioni) non c’è. E’ l’esito dell’esame delle proposte delle società che hanno risposto al bando del polo espositivo. Fiera Milano, Fiere di Parma e Pitti immagine, il tris che avevano risposto al messaggio di chiamata. Le trattative non hanno dato esito: le tre società si sono tirate indietro. Troppo pesante la dote sul tavolo? O c’è stato una sorta di accordo per far scendere il ’prezzo’? Ci sta tutto.

L’unica certezza è l’esito finale sintetizzata così da Firenze Fiera: "Il cda ha preso atto del lavoro della commissione giudicatrice per la valutazione delle offerte ... rilevando come non sia risultato possibile il proseguimento del dialogo competitivo avviato, per la mancata realizzazione delle condizioni poste a base del bando". Il presidente Lorenzo Becattini ha convocato per la settimana prossima i soci "per esaminare quali soluzioni alternative potranno essere individuate, tenuto conto anche del positivo andamento dell’azienda nell’anno in corso". L’obiettivo di Firenze Fiera restano i 12 milioni. Nella prossima riunione dei soci (in primis Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di commercio di Firenze e Metrocittà) verrà valutato come riparametrare l’aumento di capitale alla luce della risposta del mercato e dei risultati positivi che arrivano dal 2023. Quindi? Il fabbisogno per l’aumento di capitale potrebbe essere rimodulato al ribasso. E più soggetti si potrebbero mettere insieme per un’unica offerta.

Il centrodestra va a nozze: per la coalizione all’opposizione in consiglio regionale il bicchiere non è mezzo vuoto, è prosciugato. "Firenze Fiera? Un circo. Dopo aver spacciato per concluso, lo scorso anno, l’accordo con Fiera Milano, le offerte presentate non hanno convinto la commissione esaminatrice che ha, di fatto, interrotto la gara per la cessione delle quote della stessa società fieristica" tuonano Giovanni Galli e Federico Bussolin, consigliere regionale della Lega e consigliere comunale della Lega a Firenze, chiedendo le dimissioni di Becattini. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Francesco Torselli sottolinea la gestione pessima ("per trovare un posto al sole ad amici del Pd o a politici in pre-pensionamento, e non in base alle competenze") e attacca: "Un finale scritto nel momento in cui Lorenzo Becattini è stato nominato al vertice e si è voluto portare avanti la procedura...". Più cauto Marco Stella, capogruppo di Forza Italia: "Vogliamo capire: perché la commissione ha rifiutato le tre offerte? Certo è che Becattini non è adatto a gestire l’ente fieristico".

Luigi Caroppo

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