Figlio aggredito alla stazione Santa Maria Novella, mamma lancia la petizione: “Ora basta”

"Io immigrata dico: gli irregolari che delinquono devono accettare la rieducazione, altrimenti che siano espulsi”

Uno dei quotidiani interventi delle forze dell’ordine nei dintorni della Stazione
Uno dei quotidiani interventi delle forze dell’ordine nei dintorni della Stazione

Firenze, 23 maggio 2023 – Il figlio tredicenne è stato aggredito alla stazione di Santa Maria Novella mentre prendeva il tram per tornare a scuola lo scorso 16 maggio, colpito alla testa da un giovane immigrato senegalese che voleva rapinarlo del cellulare.

Un fattaccio, ormai all’ordine del giorno, soprattutto in danno di adolescenti, e spesso per mano di coetanei che agiscono anche in gruppo.

Ma adesso la madre del ragazzo lancia una petizione online (si trova all’indirizzo https://chng/h6xCyMTM) nella quale elenca, in sette punti, come provare a "fermare la criminalità quotidiana".

Un appello che in una manciata di ore ha già raccolto ben 250 firme.

"La microdelinquenza sta diventando un problema sempre più diffuso nelle nostre strade, nei parchi e nei luoghi pubblici. Furti, scippi, atti vandalici e aggressioni verbali sono diventati troppo comuni e generano paura e insicurezza", scrive.

Per questo la donna, a sua volta immigrata, chiede "alle autorità competenti di adottare misure concrete per affrontare la microdelinquenza" e, in particolare "programmi educativi e di prevenzione rivolti ai giovani", "rendere obbligatorio all’ingresso in Italia un test sulla cultura, sui valori, regole e le leggi in vigore", una "presenza maggiore di forze dell’ordine" che siano deterrente soprattutto nelle aree a rischio e frequentate da famiglie e minori; maggiore illuminazione pubblica; leggi chiare e di facile applicazione; pene certe anche per la piccola delinquenza. "Un immigrato con precedenti e senza permessi perché non idoneo deve lasciare il paese, a meno che non acconsente di essere rieducato", scrive la battagliera mamma che sollecita maggiore "collaborazione tra istituzioni e comunità".

Con La Nazione la battagliera mamma ripercorre quanto accaduto: "Sono una donna, madre e cittadina preoccupata del futuro che stiamo costruendo per i nostri ragazzi. Uno dei miei figli è stato aggredito in pieno giorno, a Firenze, e coraggiosamente si è riuscito a divincolare e chiamare aiuto. E’ stato soccorso da una mamma e da tre giovani testimoni dell’accaduto, italiani di origine straniera senza fissa dimora (una ragazza russa, una colombiana e un ungherese) che hanno vissuto alla stazione per otto mesi e da poco hanno un tetto. Anch’io sono straniera e immigrata in Italia dopo la caduta del muro di Berlino. Non ho mai commesso furti, né aggredito nessuno. Ho fatto molta fatica inizialmente ma, nonostante questo, ho sempre avuto un profondo rispetto per il paese ed il popolo che mi ha accolto. Vorrei - continua - che si affrontassero argomenti come questi ma non solo per fini propagandistici, con azioni concrete e un’azione seria di rieducazione. Spesso si lamenta della mancanza di personale, ma chi è disposto a riabilitare e ad offrire opportunità di lavoro a questi giovani che vivono in una situazione di disagio? Mio marito con la sua azienda agricola ha fatto questo: non e stato un percorso facile ma oggi, anche grazie a Caritas, in azienda sono inserite persone che altrimenti potevano rimanere per strada. Quindi è possibile, ma le azioni del singolo non bastano per cambiare rotta".

L’immigrato ritenuto responsabile del tentativo di rapina al minorenne è stato arrestato dai carabinieri. Al processo per direttissima, il provvedimento è stato convalidato ma il tribunale non ha ritenuto di doversi applicare alcuna misura.