CARLO CASINI
Cronaca

Fango Ponte al Pino. La Tav fa già litigare. Il rione teme altri guai. Nardella: "Mai più"

Ieri mattina la riapertura della strada tra rabbia e inviti alla calma. Cittadini divisi. "Opera fondamentale", "Noi abbiamo crepe in casa".

La Tav unisce più velocemente l’Italia, ma divide i fiorentini nella zona del Ponte al Pino e per estensione del Campo di Marte dell’area di via Masaccio, dove l’altro ieri la perforazione accidentale di un vecchio carotaggio da parte della talpa meccanica che stava scavando il tunnel sotterraneo ha causato il riversamento di fango in strada. Pesanti le conseguenze sul traffico cittadino nel pomeriggio di martedì, ma a parte la fanghiglia resa probabilmente ancora più viscida da additivi per facilitare la penetrazione terra (innocui per la salute) che ha richiesto ore di intervento, l’incidente non pare aver provocato alcuna conseguenza strutturale.

Ieri comunque non sono mancate le precisazioni delle istituzioni. Dura presa di posizione del sindaco Dario Nardella: "Mi rivolgo anzitutto al consorzio delle imprese, – le sue parole – e faccio un invito forte e netto a migliorare le attività di controllo e di monitoraggio di tutto ciò che è a contorno del cantiere" dell’Av "e che può avere implicazioni pesanti come quella grave che si è avuta sul funzionamento complessivo della città". "Noi - avvisa il sindaco - non possiamo tollerare ulteriori problemi di questo carattere e il consorzio delle imprese che è impegnato nell’attività dello scavo dell’Av, infrastruttura fondamentale per tutto il territorio, deve avere il massimo dell’attenzione e fare più di quanto non ha fatto".

Il governatore Eugenio Giani dal canto suo getta acqua sul fuoco: "Da come sono stato informato da Rfi, si tratta di lavori che vanno avanti bene. Da un punto di vista della realtà concreta si è trattato di imbattersi in una conduttura che ha generato quel disagio. Ma è fisiologico per una talpa meccanica che deve scavare 6,8 chilometri nel sottosuolo da Campo di Marte fino a Rifredi e che può imbattersi in ciò che non è tracciato sulle mappe"

Tuttavia la partenza infelice del cantiere ha suscitato timori tra molti di coloro che vivono o lavorano in zona e il rione è spaccato: chi teme possa essere solo il primo incidente di percorso cui potrebbero seguirne altri e chi invece lo declina come un episodio fortuito e banale, accettabile scotto da pagare per la futura infrastruttura. In via degli Artisti, all’angolo con il ponte c’è il negozio e il laboratorio della cooperativa sociale Made in Sipario,dieci artigiani con disabilità intellettive producono e vendono decorazioni artistiche.

"Qui il fango fortunatamente non è arrivato – rassicura la presidente della cooperativa Stefania Piccino – Ho solo trovato un grande traffico per tornare a casa. Sulla Tav non ho niente da dire, ma in zona si temono dissesti idrogeologici con rischi per le case". "Come la mia – interviene Elisabetta Vannetti – che sta proprio in mezzo alle due linee, in via Fra’ Bartolomeo. Avevamo una piccola crepa, ma in questi giorni si è molto allargata... E poi il cantiere crea altro traffico. Usare il bus? Prendo spesso l’11 ma salta anche tre corse di fila".

"Non mi ero accorta di niente – racconta Beatrice Ballini – Questi cantieri non mi sembrano invasivi e non creano problemi di traffico o parcheggio più di quanti ce ne fossero prima; i cantieri della tramvia in piazza della Libertà invece, sì che sono invasivi per la zona".

"Non serve la Tav – commenta Gaetano Barone in via Pacinotti – Spendono miliardi e fanno lavori lunghissimi per guadagnare venti minuti di percorrenza. "La Tav è una cosa positiva, ci possono essere sbagli umani, ma ciò non deve bloccare la modernizzazione, se no si resta all’Uno. Bisogna andare avanti. Vedi la situazione qual è? – afferma Riccardo Fantechi Becattini indicando il traffico – Bene sia dia spazio a mezzi più innovativi".

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