PIER FRANCESCO NESTI
Cronaca

"Ex Gkn, via ai licenziamenti? Solo atto dovuto"

"È un atto dovuto". Si limita a dire questo e poco altro l’avvocato Andrea Stramaccia, legale Fiom Cgil, in...

"È un atto dovuto". Si limita a dire questo e poco altro l’avvocato Andrea Stramaccia, legale Fiom Cgil, in merito alla notizia secondo cui il Tribunale di Firenze ha dato l’autorizzazione a Qf di avviare la procedura di licenziamento collettivo nei confronti dei lavoratori ex Gkn, valutando come impercorribile la strada della liquidazione giudiziale. Una scelta che, almeno apparentemente, risulterebbe coerente con il piano liquidatorio che la società vuole presentare e che consentirebbe una più facile soddisfazione dei creditori.

L’avvocato Stramaccia però non si sbilancia, vuole prima approfondire meglio alcuni aspetti contenuti nelle carte: "Lo ripeto, è un atto dovuto all’interno di un concordato che deve passare dal vaglio del collegio fallimentare e dei commissari giudiziali".

Detto in altre parole, e usando tutte le cautele del caso, da qui a dire che Qf potrebbe dare il via alla procedura di licenziamento collettivo ce ne vuole. Già la scorsa estate aveva ventilato l’ipotesi di procedere a licenziamenti collettivi, ma poi aveva scelto di non percorrere questa strada. Tutto questo dopo che per ben due volte, prima nel 2021 e poi nel 2023, questa procedura era stata annullata dalla magistratura, proprio su ricorso della Fiom Cgil. Prima di parlare di licenziamenti, tuttavia, ci sarebbe anche da capire quali potrebbero essere le varie opzioni di reindustrializzazione, operai della ex Gkn a parte e che a tal proposito si sono espressi a più riprese. Senza dimenticare la legge regionale sui consorzi industriali pubblici, proposta dal Collettivo di fabbrica.

Ma c’è anche chi teme, fra i lavoratori, un’altra ipotesi, ovvero che visto che QF non si appella alla legge 234/21, come imposto dal giudice, potrebbe esserci la possibilità che l’azienda sfrutti i 120 giorni complessivi previsti dalla procedura dei licenziamenti per non pagare più nessuno e ‘obbligare’ di conseguenza gli operai a licenziarsi.