
L’area dell’ex Cnr è uno dei luoghi il cui recupero non può essere rimandato a lungo
Un nuovo stallo per l’ex Cnr. Salta la firma davanti al notaio sul piano di ricomposizione fondiaria per dare il via alle opere. Con questo siamo al terzo rinvio: dal 23 settembre, al 13 novembre, manca all’appello la terza data. Perché una terza data ancora non è stata fissata. Occorre ricordare che il piano del nuovo centro prevede 87mila mq di superficie edificabile. È figlio di una pianificazione anni ’90, quando l’obiettivo era quello di inserire funzioni per spezzare la triste fama di dormitorio che Scandicci aveva in quegli anni. Alla riunione c’erano tutti i proprietari: Stif (società fallita che ha la maggioranza delle aree), Istituto diocesano per il sostentamento del clero, i due privati Fioravanti e Pampaloni, comune e città metropolitana.
Questa la suddivisione per tipologie limata negli anni fino all’approvazione definitiva: residenza per 31.400 mq; attività direzionali o terziarie (e relativi spazi di corredo) 36.000 mq; commercio al dettaglio (esercizi di vicinato, medie strutture di vendita) / esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico: 7.900 mq; strutture turistico-ricettive: 11.700 mq. Di queste metrature le più importanti sono proprio della Stif che incide per un 75,24% sul totale, e della Curia che ha il 10,20% delle proprietà. I privati ovviamente scalpitano; ci sarebbero i presupposti per partire fin da subito.
Ma gestire una situazione così delicata, con una curatela fallimentare che deve ovviamente tutelare i creditori non è facile. "Si sono verificati problemi di diverso tipo – ha detto la sindaca Claudia Sereni, che ha anche la delega all’urbanistica – il primo è che mancano ancora alcuni requisiti per evitare le occupazioni nelle aree. In più stiamo facendo delle valutazioni per quanto riguarda i vari comodati in aree fondamentali per noi come quella della fiera, la zona del temporary park dove si trovano i tulipani, l’area gym e per l’agility. Chiaro che queste zone sono fondamentali per diverse iniziative comunali e vorremmo continuare a poterle usare fin quando gli avanzamenti dei progetti lo permetteranno".
C’è da capire quanto questo nuovo stop influirà sulle tempistiche. E soprattutto c’è anche da vedere come procederà anche il dibattito politico su questo importante passaggio urbanistico: a settembre il consiglio comunale, proprio su impulso della sindaca che aveva accolto la richiesta dell’opposizione ha approvato un atto nel quale era prevista una seduta consiliare specifica sul progetto.