Firenze, 20 maggio 2019 - Fra i corpi che si aggirano alla ricerca di una dose ci sono tanti ragazzini. Alice è magrissima, ha il viso scavato dall’eroina. Gli occhi sono una specie di fessura bianca. Le braccia piene di buchi, ormai è costretta a iniettarsi le dosi sulle gambe. «Lei è troppo magra, le ho salvato la vita già una volta. Vedi, non ha più vene», racconta Elio mentre ha due aghi infilati tra la spalla e il polso.

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Davanti la fermata della tramvia che attraversa la città, a destra la strada verso la stazione, poco più in là via Guelfa, la direzione verso il centro. Per trovare la roba basta scavalcare il cancelletto che separa la piazza dai giardini che costeggiano la Fortezza da Basso. Da qui si accede a quella che, chi frequenta, chiama stanza del buco. Tra le erbacce, incastonate tra un fazzoletto e resti di cotone, decine e decine di siringhe. Sono tante. Tantissime. Alcune sporche di sangue, altre infilzate nella terra.

I controlli di polizia, carabinieri e municipale proseguono senza sosta: l'obiettivo è colpire i pusher, quelle persone che approfittano delle debolezze altrui per fare affari. E, in alcune zone, come in piazza Indipendenza dove i pattugliamenti sono stati continui, la situazione è migliorata. Ma restano angoli, posti nascosti dalle luci della città, dove la malavita resiste e dove trovare qualche grammo di eroina è ancora molto facile.

«Qualcuno lo nasconde qui, per paura che a casa glielo trovino addosso» prosegue Elio. Ore 18, il nostro viaggio inizia così, con un cazzotto dritto nello stomaco. Elio ha deciso di affidarci la sua storia «perché sono morte troppe persone. Per me è tardi, per altri forse no». Viene dalla provincia di Firenze, da otto anni ormai si buca «ho preso così tante overdosi.. Ora ho anche l’epatite». Racconta di essere scappato dalla comunità più volte e di aver tentato tre anni fa di uscire dal tunnel ma senza successo. Sono almeno una ventina le persone che frequentano abitualmente la stanza del buco.

I più giovani si ritrovano accanto ai più anziani, i sessantenni, sopravvissuti all’ecatombe dei morti degli anni ottanta. Arrivano in scooter o in bici, acquistano quel che si deve tra la stazione e gli adiacenti giardini e poi sgaiattolano giù nella stanza degli orrori per farsi. Chi arriva tardi, e trova troppe persone, si apparta e cerca un posto nei dintorni.

«Da poco è morto un ragazzo qui» ci dicono. Tra l'altro, pochi giorni fa, proprio qui nella stanza del buco, solo l'intervento tempestivo dei sanitari del 118 ha salvato la vita a una 22enne: la ragazza era stata colpita da malore a causa di una overdose da eroina. I soccorritori hanno agito con un'iniezione di naloxone, farmaco antagonista dei recettori oppioidi.

Ora sull'episodio indaga la polizia per risalire a chi ha venduto la dose che poteva causare la morte della giovane donna. A Firenze negli ultimi 12 mesi ci sono stati nove decessi per eroina e due ricoveri. «Il problema è che la droga la trovi ovunque, le piazze migliori sono le Cascine e la zona esterna alla stazione. Io ho 35 anni e mi faccio da 9, ma l’eroina l’ho conosciuta 2 anni fa, qui nelle stanza del buco».

L'INCHIESTA - C'era chi nascondeva le dosi, chi le portava a destinazione, chi riscuoteva il denaro e chi faceva da palo. Era una vera e propria organizzazione quella che controllava lo spaccio di eroina, cocaina, hashish e marijuana ai giardini della Fortezza da Basso. E che è stata smantellata dalla polizia, nel corso di un'inchiesta coordinata dal pm Antonino Nastasi e dal Procuratore Capo Giuseppe Creazzo. In manette, nel mese di gennaio, sono finite 26 persone, per una cinquantina di capi di imputazione: si tratta per lo più di cittadini nigeriani di età compresa tra i 20 e i 42 anni, accusati di detenzione illecita e spaccio. Da tempo la zona intorno alla Fortezza da Basso era al centro di esposti di cittadini e comitati di quartiere che denunciavano il continuo ed interrotto spaccio a cielo aperto. Basti pensare che lo scorso 23 settembre una giovane studentessa di appena 21 anni aveva perso la vita dopo aver acquistato una dose letale di eroina proprio in quel parco. Oggi, grazie ai controlli di polizia e carabinieri, sono pochi i pusher che resistono nel giardino. Ma per trovarla basta spostarsi di poco. «Siamo andati a vedere con i nostri occhi la così soprannominata stanza del buco e abbiamo parlato con alcuni di loro. E’ allucinante sapere che, nonostante i controlli, sia ancora così facile trovare la droga, vicino alla stazione, nei vicoli del centro. Tra l’altro, in diversi, denunciano l’assenza di servizi di assistenza adeguati» denuncia Alessandro Draghi di Fratelli d’Italia. «Le immagini sono inquietanti – prosegue Francesco Torselli, esponente di Fratelli d’Italia -. Mentre il sindaco racconta la Firenze delle meraviglie, a un chilometro e mezzo da Palazzo Vecchio, c’è una stanza del buco: di chi è la colpa? Di Salvini?».

Le persone che intervistiamo sostengono che a capo del giro ci sono sia nordafricani che albanesi. «Io compro quella siriana – racconta un eroinomane - al grammo costa 20 euro. Viene dalla Siria, è ottima e non c’è nemmeno bisogno della fiala. Si scioglie, la metti nel tappino e la tiri su, come sto facendo io». Ma c’è chi dice di trovarla a buon prezzo, a 10 euro a grammo, «anche se non sappiamo davvero cosa ci mettano dentro». I mercati più convenienti restano le Cascine ma soprattutto l’area nei dintorni della stazione. Per 'pippare', quasi nessuno sembra farsi troppi scrupoli. «Qui, nella stanza del buco, siamo al riparo da tutti. Ma anche nelle stradine strette del centro, tra un motorino e un altro. O sui marciapiedi. L’importante e far finta di essere soli, altrimenti vai in paranoia»