Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti
Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti

Firenze, 21 ottobre 2019 - Nella notte di sabato scorso ha perso la vita Erika Lucchesi, livornese di 19 anni, nella discoteca al Jaiss di Sovigliana di Vinci (Empoli). "In attesa del referto autoptico - dice il capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti in Consiglio regionale della Toscana - il sospetto su cui sono al lavoro gli inquirenti è che la ragazza sia rimasta vittima di un mix di alcol e droga. Poche ore prima in quel locale, le forze dell'ordine avevano proceduto il sequestro di sostanze stupefacenti arrestando due persone per spaccio. Ma le istituzioni, invece, dove sono? La Regione che è titolare delle politiche sanitarie come opera a livello preventivo?" 

Il portale geoverdose.it ha registrato nel 2019 in Toscana, tra i ragazzi dai 16 ai 30 anni, 6 decessi dovuti ad abuso di sostanze tra alcol, droghe e farmaci o mix degli stessi, 4 decessi sospetti e 4 ricoveri, afferma Marchetti e prosegue: "Sono numeri elevati che richiedono attenzione politica quanto alle azioni di prevenzione rivolte non solo ai ragazzi sugli effetti delle sostanze, ma anche agli adulti che li circondano e che vanno 'allenati' a riconoscere i sintomi della dipendenza e a sapere a chi rivolgersi. La diagnosi precoce, per le dipendenze, è fondamentale".

L'età media delle vittime è di 24,7 anni e gli eventi in cui sono stati coinvolti sono a Firenze (5 decessi certi, 2 decessi sospetti, 1 ricovero), Livorno (1 sospetto e 1 ricovero), Pisa (1 sospetto e 2 ricoveri) e Pistoia (1 decesso), continua il capogruppo di FI: "Le sostanze che hanno provocato i decessi in 5 casi sono rimaste indeterminate, in 3 casi si è trattato di eroina, in 2 di mix droghe e alcol, in altri 2 di oppioidi sintetici, in 1 caso di mix droghe e farmaci e in 1 caso di sostanze inalanti".

"La Regione prenda per mano giovani e adulti e li aiuti a superare" la dipendenza, conclude Marchetti: "Servono azioni su due livelli: rivolte ai giovani, anche attraverso campagne peer to peer e azioni di tutoring o comunque utilizzando le nuove tecnologie, ma anche rivolte agli adulti con percorsi formativo-informativi più tradizionali da attivare anche all'interno dei Ser.D. presenti sul territorio regionale, così che famiglie, educatori e adulti in genere siano in qualche modo sollecitati a varcare quella soglia. Non è la soglia di una vergogna, ma può essere il varco tra la vita e la morte di tanti ragazzi".