Droga, maxi sequestro. Il crack spopola in città: "Mix alcol, coca e thc. I giovani sono a rischio"

Nel quartiere scovati oltre 10 chili di sostanze in una base di spaccio . I Serd dell’Ausl Toscana centro seguono oltre diecimila persone . La dottoressa Iozzi: "Preoccupa anche l’uso di psicofarmaci tra i ragazzi".

Droga, maxi sequestro. Il crack spopola in città: "Mix alcol, coca e thc. I giovani sono a rischio"

Droga, maxi sequestro. Il crack spopola in città: "Mix alcol, coca e thc. I giovani sono a rischio"

"A Firenze, come in molte altre città, italiane ed europee, il consumo di crack sta aumentando e diventando un fenomeno molto serio". A lanciare l’allarme, dai microfoni di Lady Radio, è stato nei giorni scorsi il sindaco di Firenze, Dario Nardella. E a confermare le sue preoccupazioni ci sono i dati dei Serd. Per avere un quadro più dettagliato, abbiamo parlato con la dottoressa Adriana Iozzi, direttrice del Serd Zona 1 Firenze dell’Ausl Toscana Centro.

"Dopo la pandemia – spiega – registriamo numeri in risalita e, nell’ultimo periodo, abbiamo notato un aumento di pazienti fra 20 e 30 anni con dipendenze da sostanze, spesso mix di alcol, cocaina e Thc. Per fare un esempio, pochi giorni fa abbiamo avuto sette nuovi arrivi: cinque erano studenti che facevano uso di cocaina. Il crack, in particolare, si sta diffondendo perché è facilmente reperibile e costa pochissimo, anche meno di 10 euro a dose. Purtroppo fa gravi danni fisici, a narici, bocca e setto nasale, ma ha anche serie conseguenze comportamentali, con quadri psicotici, aggressività e violenza".

In tutto, i Serd dell’Ausl Toscana Centro seguono 10.260 persone (dato 2022), di cui 2.644 per la zona Firenze 1 (Coverciano, Oltrarno, Magnifico, Basilewsky), 970 nell’area Nord Ovest (Scandicci e Piana) e 1.176 nella Firenze 2 (Chianti, Figline, Borgo). Il 62% ha problematiche di droghe illegali, il 22% di alcol, il 9% si rivolge ai Centri antifumo, il 5% ha disturbi da gioco d’azzardo e il 2% altre dipendenze. La percentuale dei nuovi utenti è del 20,3% (in Italia è del 12,6%). Gli assistiti già in trattamento hanno mediamente 42,2 anni, i nuovi 34,2 e circa il 40% di loro ha meno di 30 anni.

Anche per le altre sostanze la differenza è ampia: i nuovi utenti con problemi legati a cocaina o cannabinoidi sono oltre il doppio di quelli già in carico. "Esiste un sommerso preoccupante – prosegue la dottoressa Iozzi – e molto allarmanti sono anche l’uso di psicofarmaci senza prescrizione fra i ragazzi e la diffusione delle sigarette elettroniche in età precocissima, con un 4,1% (dati Iss) che le prova già in quinta elementare, spesso acquistandole via web".

Il problema sembra essere generale. Secondo l’ultimo studio condotto dall’Ordine degli psicologi toscani presentato ieri dopo la paura del futuro, nella fascia di pazienti compresa tra i 20 e i 30 anni d’età dominano poi il timore dell’abbandono e della solitudine (48%) e quello per le malattie o la morte (45%). La fascia d’età dove viene rilevata una maggiore paura della guerra è invece quella dei bambini. Nel frattempo esplodono l’abuso digitale e i disturbi del sonno, mentre crescono rispetto ad un anno fa i problemi relazionali. " Il quadro manifesta come una serie di fattori esterni, vecchi e nuovi, abbia impattato pesantemente sullo stato di salute psicologica. L’uscita dalla pandemia ha lasciato strascichi importanti”, commenta la presidente dell’ordine, Maria Antonietta Gulino.

è arrivata su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro