Dorme in macchina, l’abbraccio a Letizia: "Dalla vigilessa ai residenti, mi hanno dato tutti conforto"

Dopo la richiesta della 57enne costretta a dormire in auto, il quartiere ha risposto presente. "Avrei bisogno di lavorare, ma la vicinanza delle persone intanto è un grande supporto"

Letizia Vetrano, 57 anni, davanti alla minuscola utilitaria abbandonata che ormai chiama casa, combatte da quasi due mesi con il freddo e i ‘mostri’ della notte

Letizia Vetrano, 57 anni, davanti alla minuscola utilitaria abbandonata che ormai chiama casa, combatte da quasi due mesi con il freddo e i ‘mostri’ della notte

Firenze, 27 febbraio 2024 – L’abbraccio di una comunità, quella dell’Isolotto, per Letizia Vetrano, la 57enne che da quasi due mesi vive in un’utilitaria abbandonata in via dei Gerani. Dopo la separazione, non ha trovato altra soluzione che occupare quella C1 da tempo già ferma e vandalizzata nel vicolo che sbuca al Penny di via Palazzo dei Diavoli. "Già prima vivevo in un piccolo scantinato a 300 euro il mese, io ero casalinga e a momenti badante e aiuto domestico, e anche mio marito è disoccupato – spiega la donna –. Dopo la rottura non posso più permettermi neanche una catapecchia, mi accontenterei anche di una stanzina con bagno o di aiutare un’anziana in cambio di vitto e alloggio".

Tanti i fiorentini che ieri si sono commossi leggendo la sua storia: "Spero si muova qualcosa e non solo per me, ma per tutti quelli che si trovano nella stessa condizione – auspica Letizia – Martedì andrò dall’assistente sociale, anche se non ho molte speranze. Ho fatto tantissime domande per la casa popolare, ho cominciato che ancora ero incinta, trent’anni fa, ho fatto il solco all’ufficio di via Mannelli. Ma negli ultimi anni mi sono scoraggiata e non l’ho più ripresentata. Sono tanto stanca".

Dal Comune proposte di accoglienza sono arrivate, ma Letizia ha preferito declinare: "Non pretendo chissà cosa, ma in una struttura non voglio. Devi entrare la sera a una cert’ora, uscire la mattina entro un’altra, e il resto del giorno dove vado? Alla mia età vorrei una certa indipendenza. Quando ho provato, non mi ci trovavo con la gente che c’è, io voglio vivere tranquilla. Nei giorni scorsi mi sono pure ammalata, tre giorni con la febbre. Meno male la gente del quartiere mi ha aiutato, ci sono tante persone brave. Ogni tanto mi bussano al finestrino, mi portano qualcosa da mangiare o coperte, ci sono queste donne che escono dal supermercato, belline, mi fanno una tenerezza! Hanno sempre un pensiero per me. Ora ho anche troppa roba, se no non entro più in auto. L’unica cosa che mi manca sono gli occhiali: i miei costerebbero 280 euro, così ne ho comprati un paio a poco dal cinese, ma non sono buoni".

E poi ci sono quei piccoli desideri di conforto: "Avrei bisogno magari di una signora che mi faccia fare un bagno caldo e una lavatrice, e di un parrucchiere". Infine un ringraziamento speciale: "Un angelo biondo la vigilessa che è passata a trovarmi sabato, non so il nome. Mi voleva offrire la colazione, si è sincerata delle mie condizioni e si è commossa con me vedendo dove vivo".

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