Decide una ’golden caccia’. La rimonta dei Rossi. Campioni al fotofinish

Santa Croce domina gran parte della gara, ma cede nei minuti finali. Fatali le espulsioni: in superiorità numerica Santa Maria Novella. recupera quattro punti e sigla il sorpasso oltre il cinquantesimo: 8 a 7.

Decide una ’golden caccia’. La rimonta dei Rossi. Campioni al fotofinish

Decide una ’golden caccia’. La rimonta dei Rossi. Campioni al fotofinish

di Stefano Brogioni

FIRENZE

Sembrava fatta per gli Azzurri. Sembrava il ritorno alla vittoria di Santa Croce. Sembrava una partita dominata e gestita dai ’padroni di casa’.

Sembrava.

Perché in nove minuti è cambiato tutto. I Rossi hanno rimontato quattro cacce, l’ultima segnata a quindici secondi dalla fine. E dopo il cinquentesimo, si sono confermati campioni con una “golden caccia“ segnata incuneandosi nelle compagini azzurre ormai sguarnite e demotivate, una palla che rimbalza beffarda e s’infila dentro, senza che nessun ’portiere’ azzurro possa intervenire. Incredibile.

Un’euforia senza precedenti sotto la basilica, dove è assiepata la tifoseria rossa; una delusione cocente per la Parte opposta.

Però bellissimo, per chi apprezza questa tradizione popolare (gli spalti erano al completo), oggi quasi uno sport con regole, contaminazioni di tante discipline, e sanzioni, duro e spigoloso, certo, ma ormai lontano parente del suo stesso passato, viscerale ma incline alla degenerazione.

Si sarà divertito anche Frank Ribery, calciatore francese che ha vestito la maglia viola - in questi giorni a Coverciano per il patentino da allenatore -, nelle vesti di magnifico messere assieme al coach della Rari Nantes Florentia Luca Minetti, colui che ha riportato in A1 la pallanuoto cittadina.

Sul sabbione di Santa Croce, in questa finale anticipata causa ballottaggio (nel giorno di San Giovanni ci saranno le urne aperte fino alle 15 e subito dopo partirà lo spoglio, in serata ci sarà la proclamazione del nuovo sindaco), si sono viste due partite. Quella che ha avuto per protagonisti gli Azzurri, tatticamente perfetti a imbrigliare gli uomini migliori di Santa Maria Novella e a colpire cinicamente.

A parte l’acuto iniziale dei Rossi (in vantaggio al 6’ con ’bambolotto’ Renzoni), Santa Croce macina cacce su cacce. La sua stella, in tutti i sensi, è Ceccherelli, bomber di professione (i suoi 19 gol nella Virtus Rifredi ne sono la riprova) nonché nipote dello Zena, che ispira il punto del pari, e marca una doppietta che al 19esimo minuto di gioco mette gli Azzurri sul 3 a 1. A metà partita, poi, Andrade arrotonda ancora di più, portando Santa Croce avanti di tre punti.

La carambolesca caccia ancora di Renzoni (dopo un contropiede interrotto dai datori indietro rossi), sembra non turbare i piani degli Azzurri, che, consapevoli dell’assenza di Manuel Lopez tra gli avversari, cercano continuamente di mettere fuori gioco Gianassi. E ci riescono. Così Ceccherelli e Andrade bucano ancora la balaustra avversaria: 6 a 2 a tredici minuti dalla fine.

L’altoparlante, però, annuncia una sequenza di espulsioni sulla sponda azzurra. Corno, Mazze, Chiodo. In una manciata di minuti Santa Croce regala la superiorità numerica. Ma nonostante questo, al 41’ gli Azzurri sono comodamente sopra: 7 cacce a 3, dopo un tiro da lontano di Marcelli.

Ma ci sono spazi ampissimi, sul rettangolo di gioco. Santa Maria Novella ha il pregio di crederci, tiene i nervi saldi, Fattori si dimentica del dolore e della fatica e rimonta, rimonta, rimonta.

Il 7 a 7, firmato Amanuel, arriva quando il cronometro è vicinissimo al minuto 50. Si va avanti: chi segna vince, o chi sbaglia, regalando mezza caccia, perde.

Ma il destino è ormai scritto. L’Isolotto, trasferito in tribuna, esplode con la caccia, rocambolesca ma d’oro, che vale sorpasso e vitella. Per il secondo anno consecutivo.