Gabriele Bonciani
Gabriele Bonciani

Firenze, 22 luglio 2021 - «Una vicenda che ho vissuto male. Mi ha segnato. Alla mia età, difficile trovare una nuova occupazione». Gabriele Bonciani, 59 anni, è un ex lavoratore di Bekaert. Ha iniziato in quella che era la Pirelli nel 1984. Ha lavorato nello stabilimento di Figline Valdarno prima come operaio, poi come impiegato, per 34 anni, fino al 2018, quando l’azienda ha chiuso.
Adesso cosa fa?
«Sono in cerca di lavoro. La cassa integrazione è finita il 5 maggio, dal 29 luglio entro in Naspi, che durerà due anni. Da tempo mando curricula, spero di ricollocarmi. Fino a fine mese ci sono anche gli incentivi che vanno alle aziende che assumono i lavoratori Bekaert. Ma pare proprio non interessare a nessuno».
Il programma di continuità occupazionale di Bekaert non ha funzionato?
«Come altri colleghi ho fatto un corso di orientamento, dove ti spiegano come fare un curriculum o sostenere un colloquio. Poi abbiamo fatto la formazione obbligatoria. Ma nessuno che abbia chiamato per un colloquio. E’ stato fatto un accordo con Laika e grazie a questo dei colleghi sono tornati a lavorare. Peccato non si siano fatti accordi simili con altre aziende».
E’ arrabbiato?
«Certo che lo sono. Ho una moglie che lavora part time, un figlio di 26 anni studente universitario e un mutuo da pagare. La politica avrebbe dovuto e potuto fare di più».
Cioè?
«Nel 2014, quando Pirelli è stata venduta a Bekaert, l’avevamo detto che era una situazione ambigua. Chi ci ha ascoltati? Nessuno. Poi si sono ripresentati tutti a fare la passerella quando l’azienda ha annunciato la chiusura».
E’ venuto anche Di Maio.
«Sì e quello è stato anche un momento di speranza. Abbiamo ottenuto la cassa integrazione. Ma siamo stati sfortunati. Si sono succeduti due governi, c’è stata la pandemia».
Ci sono analogie con Gkn?
«Sì. Un’altra multinazionale che dall’oggi al domani ha messo per strada 422 persone. E anche con la Gkn vedo tante passerelle».