Emanuele Gori, direttore sanitario Ausl Toscana Centro
Emanuele Gori, direttore sanitario Ausl Toscana Centro

Firenze, 8 aprile 2021 - «La curva dei ricoveri continua a salire e nei reparti arrivano persone più giovani: l’età media si è abbassata, con molti 40enni e 50enni in terapia intensiva. È importante che si sappia per invitare tutti alla massima prudenza, non siamo più di fronte a una malattia che colpisce solo gli anziani». A fare il punto della situazione è Emanuele Gori, direttore sanitario della Ausl Toscana Centro che in questi giorni è impegnato in riunioni fiume per organizzare i posti letto. 
L’obiettivo è evitare il cosiddetto Piano di massiccio afflusso che prevede l’incremento dei letti nelle camere (per esempio tre nelle stanze da due), ma anche l’allestimento delle recovery room, delle sale e infine, nella peggiore delle ipotesi, dei corridoi, ovunque ci sia l’attacco per l’ossigeno. Per fare in modo che il Piano resti nel cassetto servono alcune condizioni: prima di tutto che i contagi non aumentino ancora ma restino almeno stabili (la speranza vera sarebbe ovviamente quella di un calo), in secondo luogo il potenziamento continuo dei posti letto riorganizzando i reparti e infine le sinergie fra ospedali e Ausl diverse. 
«Già da venerdì abbiamo iniziato a trasferire alcuni pazienti Covid nelle strutture delle altre Ausl – ha spiegato Gori – 5 alle Scotte di Siena fra sabato e Pasquetta, 4 a Pisa venerdì, 2 nel fine settimana a Massa, altri a Viareggio e Lucca. Fondamentale è stato anche l’ospedale di Figline che, con 45 posti Covid, ha permesso al Santa Maria Annunziata di trasferire i pazienti. Anche l’ospedale di Borgo San Lorenzo si sta mostrando strategico per tutta la gestione della chirurgia no Covid, che può così andare avanti». 
Intanto i pazienti continuano ad arrivare e gli ospedali si riorganizzano. «Andiamo a una media di 70 ricoveri al giorno – spiega – in tutta la Ausl Toscana Centro, su un totale di 750 posti letto ordinari, che vanno a sommarsi ai 350 di bassa intensità e alle terapie intensive. Martedì, a fronte di 69 pazienti entrati in degenza ordinaria ne sono stati trasferiti 63 in low care, con un saldo quindi positivo. Con il 95-98% dei posti letto occupato è fondamentale crearne di nuovi» . Per questo oggi verrà aperto il reparto Covid all’Iot. In parallelo, 22 posti verranno creati al Creaf di Prato, che passerà da 42 a 62. Anche Careggi inaugurerà in giornata 30 nuovi posti letto Covid.
«Ancora non vediamo una diminuzione dei ricoveri – continua Gori – anche se a Firenze la situazione è migliore soprattutto rispetto a Pistoia e Pescia che ormai da quattro settimane sono sotto pressione. In tutto siamo oltre i 1.200 posti fra i vari setting e siamo convinti di poter reggere. Il problema è semmai quello dello stress del personale». Su Firenze e provincia, negli ospedali dall’Azienda sanitaria, sono attivi 345 posti Covid più 32 in terapia intensiva. A questi si aggiungono i 230 letti ordinari e i 40 fra intensiva e subintensiva di Careggi. 
«La situazione è allarmante negli ospedali – ha detto il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze Pietro Dattolo, primario nefrologo all’ospedale Santa Maria Annunziata – con le terapie intensive dell’area di Firenze che sono piene. Nell’ospedale in cui lavoro io su 21 posti di terapia intensiva ne abbiamo 18 occupati. Ma bisogna guardare oltre, speriamo che in estate la situazione possa tornare quasi alla normalità».