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13 mag 2022

"Così la mia professoressa ha abusato di me" Il racconto choc dello studente disabile

Insegnante di sostegno di un istituto della provincia fiorentina a processo per violenza sessuale nei confronti dell’allievo 17enne

Stamani la prima udienza del processo che vede imputata la docente di sostegno accusata di aver abusato di un suo studente
Stamani la prima udienza del processo che vede imputata la docente di sostegno accusata di aver abusato di un suo studente
Stamani la prima udienza del processo che vede imputata la docente di sostegno accusata di aver abusato di un suo studente

di Stefano Brogioni

FIRENZE

Un altro caso, un’altra presunta violenza sessuale che un alunno sarebbe stato costretto a subire, addirittura dentro la scuola. Un fatto, passato sotto silenzio per mesi complice la segretezza dell’indagine, ma che ora esplode in un procedimento giudiziario, a poche ore di distanza da un altro rinvio a giudizio “choc“: quello del professore del liceo Michelangelo accusato di aver instaurato una relazione extrascolastica con una sua studentessa.

Appuntamento stamani, al palazzo di giustizia di Firenze. L’imputata è F.M., 50 anni, professione docente.

La storia, almeno come descritta dal capo d’imputazione redatto dal pm Alessandro Piscitelli, fa rabbrividire.

Lui, un ragazzo che nel 2019 aveva diciassette anni, una disabilità categoria “104“ che frequentava (oggi ha terminato il percorso) un istituto superiore della provincia, sarebbe stato il destinatario di attenzioni di natura sessuale da parte della sua insegnante di sostegno.

La procura ha cristalizzato un episodio avvenuto nel novembre del 2019, in un’aula del plesso scolastico.

L’allievo e la sua insegnante di sostegno era rimasti lì da soli. Il ragazzo, stanco per la giornata, avrebbe poggiato la testa sulla spalla di lei. E la donna, con un comportamento "subdolo ed induttivo", lo avrebbe persuaso ad avere un contatto "affettuoso". Niente di strano, se quel momento di vicinanza, secondo le accuse, non fosse andato ancora oltre. Molto oltre.

Prima un abbraccio. Poi alcuni baci sulla bocca. Poi gli ha aperto i pantaloni. Il rapporto è andato avanti fino a diventare completo. Alla fine, una raccomandazione: "Non devi dirlo a nessuno".

Invece, i fatti che la procura colloca il 5 novembre, non lo lasciarono indifferente.

E la promessa di non rivelare quel loro “segreto“ non venne mantenuta. Il ragazzo riferì quanto gli era accaduto a chi lo segue.

Con i genitori e l’avvocato Alessia Buzzichelli del foro di Firenze, è stata depositata una denuncia. I carabinieri hanno avviato un’indagine: sono stati verificati i luoghi scolastici descritti dal ragazzo, sono state ascoltate persone. L’imputata invece non si è mai confrontata con il pm e chissà se deciderà di presentarsi al processo.

Probabilmente non ci sarà la parte civile, che comunque ha già dato il suo contributo al procedimento in un incidente probatorio dinanzi al giudice delle indagini preliminari.

Il suo racconto, reso in modalità protetta, è stato propedeutico al rinvio a giudizio dell’insegnante.

Stamattina, dopo il decreto che dispone il giudizio firmato dal giudice per l’udienza preliminare Federico Zampaoli, si torna in aula.

L’avvocato Paolo Sebastiani, difensore della docente di sostegno sotto accusa, preferisce rimandare ogni commento al termine della prima udienza dinanzi al tribunale in composizione collegiale.

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