In Mugello sono in quarantena più di 400 persone. Oggi altri tamponi
In Mugello sono in quarantena più di 400 persone. Oggi altri tamponi

Firenze, 29 luglio 2020 - Nuove iniziative per controllare chi arriva con i pullman, oltre a chi atterra in aeroporto. Il governatore toscano Enrico Rossi ha già previsto che si parta. Con la consapevolezza che senza un intervento del governo che preveda di riattivare controlli alle frontiere, per la Regione potrebbe essere un’impresa intercettare i residenti stranieri che rientrano in Toscana soprattutto dai Paesi dell’Europa dell’Est dove la curva del contagio da Covid continua a crescere.
Il ministero della Salute ha disposto quarantena e sorveglianza sanitaria attiva anche per chi proviene dalla Romania e dalla Bulgaria, come per i 15 Paesi extra Schengen e extra Unione Europea dove il livello del contagio è elevato. L’ultima era stata l’Albania.
Dunque la Toscana alza l’asticella. "Ora si tratta di applicare questa misura in modo coerente, facendo informazione agli aeroporti, nei punti di arrivo e con iniziative mirate a favore delle comunità nazionali presenti nel nostro Paese e di chiunque per qualsiasi ragione provenga anche da Romania e Bulgaria, in modo da fare poi una rigorosa sorveglianza sanitaria", spiega Rossi.
«Per loro, oltre che agli aeroporti, si devono garantire controlli accurati anche alle stazioni dei pullman", dice il presidente toscano che ha parlato con gli ambasciatori per informarli e chiedere collaborazione alla riuscita delle iniziative. Prestando attenzione a non confondere la necessità di salute e sicurezza con il razzismo. «A mio parere, questo è un approccio razionale e non discriminatorio che tiene conto della realtà e chiede la collaborazione delle persone e contribuisce a tenere sotto controllo il contagio – puntualizza Rossi – Analoghe iniziative, rivolte a gruppi specifici, sono state prese in Toscana anche verso i giovani che partecipano alla movida notturna e verso i vacanzieri sulla costa, ai quali viene proposto di effettuare gratuitamente il test sierologico".


In effetti il movimento diffuso di persone espone l’Italia al rischio di veder crescere il contagio di importazione e i focolai infettivi. L’ultimo nelle nostre zone è stato registrato nel Mugello. Nato dalla movida, esteso poi a un centro estivo dove lavora un animatore diciottenne contagiato, continua ad allargarsi ancora: con i sette nuovi casi registrati ieri, il cluster arriva a contare 19 positivi, gli ultimi sono due fratelli albanesi che abitano a Vicchio. In quarantena ci sono più di 400 persone. E oggi sono in programma altri tamponi. Circoscrivere, con il sistema dei cerchi concentrici, per spegnere il focolaio. E’ il primo punto del piano delle tre "T": tracciare, testare, trattare per evitare che il contagio si estenda.

I residenti in Toscana di nazionalità albanese sono circa 60mila, 80mila i rumeni, 3mila i bulgari. Anche a Firenze le comunità sono numerose: quasi 9mila rumeni e oltre 5mila albanesi, nei dati aggiornati al 2018 che formisce il Comune. Le loro presenze sono quasi essenziali per assicurare quei servizi alla persona che lo stato di welfare non riesce a soddisfare. Basti buttare lo sguardo ai dati che fornisce l’Inps, aggiornati allo scorso anno: colf e badanti in Toscana sono quasi 74mila. Di questi lavoratori 54mila sono stranieri e circa 33mila arrivano dall’Europa dell’Est. Ora è vero che gli anziani, i più fragili, rischiano di essere nuovamente le persone maggiormente esposte al rischio di essere contagiate se non si riescono a individuare le persone che arrivano dai Paesi dove il contagio continua a galoppare e che, in casa loro, li aiutano a vivere ogni giorno.
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