I medici di medicina generale saranno in prima linea contro la diffusione del coronavirus
I medici di medicina generale saranno in prima linea contro la diffusione del coronavirus

Firenze, 28 marzo 2020 - Medici di famiglia (e guardie mediche) sempre più in prima linea nella battaglia contro il coronavirus: faranno visite a domicilio ai pazienti sospetti, ai dimessi ed effettueranno tamponi. Dunque, dopo l’ordinanza con cui il governatore toscano Enrico Rossi aveva chiesto ai medici di medicina generale la reperibilità telefonica 12 ore al giorno (dalle 8 alle 20) compresi festivi e prefestivi per gli assistiti, si fa un passo avanti. Coinvolgendo la medicina generale nella battaglia al virus sul territorio. Così dalla prossima settimana saranno attivate le unità speciali di continuità assistenziale medicina generale: la nuova ordinanza è pronta e nelle prossime ore sarà firmata dal presidente della Regione.

In ogni postazione (in Toscana ce ne sarà una ogni 30-50mila abitanti, a seconda delle aree) ci saranno un medico e un infermiere che si muoveranno in base alle richieste ricevute dai colleghi medici di famiglia. Un passo importante per due fondamentali motivi. Il primo riguarda l’indispensabilità di avere truppe formate e adeguatamente protette che possano seguire i pazienti positivi sul territorio, e quindi a domicilio, ma che possano anche visitare i sospetti con sintomi simil influenzali ed effettuare tamponi. La seconda ragione è che, organizzando una squadra dedicata al Covid, gli altri medici di famiglia possono continuare a seguire i pazienti cronici e fragili evitando che l’aggravamento delle loro condizioni e scongiurando così eventuali necessità di ricovero, in un momento così complesso in cui i servizi, fatta eccezione per urgenze, emergenze e casi indifferibili, le attività ordinarie sono quasi ovunque sospese o ridotte al minimo.

La Federazione dei medici di medicina generale (la sigla sindacale che ne raccoglie il maggior numero) ha già raggiunto l’accordo con l’Asl Toscana Centro, come spiega il segretario provinciale Vittorio Boscherini. "Da lunedì partiranno le Unità speciali di continuità assistenziale di medicina generale in tutte le aree dell’azienda – spiega Boscherini – Trentaquattro postazioni con 34 medici affiancati da altrettanti infermieri che, adeguatamente protetti da mascherine Fffp2 o 3 e di tutti gli altri dispositivi di protezione idonei, garantiranno ai cittadini positivi e sospetti al Covid 19, l’assistenza domiciliare". I medici e gli infermieri potranno anche effettuare i test per la diagnosi di positività al virus.

"Con la reperibilità telefonica e gli studi a rischio era estremamente complesso rendere il miglior servizio ai cittadini – dice il segretario Fimmg provinciale Boscherini – Con questa ordinanza si permetterà nuovamente ai medici di famiglia di garantire l’ordinaria assistenza ai pazienti fragili e a coloro che sono affetti da patologie croniche".

Il servizio nell’area fiorentina sarà suddiviso in tre aree, Firenze centro, sud-est e nord-ovest. Per Firenze centro l’ambulatorio sarà solamente uno, non accessibile direttamente al pubblico, nella zone di Gavinana, dove lavoreranno sei medici e 6 infermieri; nell’area sud-est ci saranno unità speciali a San Casciano, Bagno a Ripoli e Figline Valdarno; nella nord-ovest Scandicci, Sesto e Campi Bisenzio. Sarà il medico di famiglia a valutare le condizioni dei propri assistiti e chiedere, in caso di necessità, l’intervento dell’unità speciale.

"Bisogna rispondere tutti insieme, ospedale e territorio a questa emergenza – dice il governatore Rossi – Quello dei medici di famiglia è un ruolo fondamentale: a loro chiediamo scusa, cone italiani, per non aver fornito da subito le protezioni adeguate, ma purtroppo in Italia mancano ovunque, anche se ora mi pare che siamo in una situazione leggermente migliore".
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