C’è il lavoro, non la casa. Hanno fra i 30 e i 40 anni ma lo stipendio non basta a pagare l’affitto

L’allarme lanciato dal Sunia: in ascesa gli sfratti per morosità. Spesso i proprietari di immobili si rivolgono ai turisti per canoni più ricchi.

Hanno tra i 30 e i 40 anni i nuovi poveri, coloro che nonostante un impiego, non riescono a mettere da parte i soldi per acquistare una casa e, peggio, nemmeno a trovare un appartamento con un canone di locazione sostenibile.

E’ l’allarme lanciato da Sunia Cgil Firenze. Secondo il sindacato, i dati delle richieste di convalide degli sfratti, nel 2023, sono da allarme rosso: più di 50 convalide alla settimana che escono dalle stanze del tribunale di Firenze, di cui il 90% sono per morosità. Con una novità: un aumento delle finite locazioni che dall’ 1% sono passate al 10%. Di queste persone solo il 30% trova nel giro di sessanta giorni una soluzione.

"A Firenze – attacca Laura Grandi, segretaria generale Sunia Cgil - ci sono molti alloggi di edilizia pubblica sfitti e l’Agenzia sociale per la Casa del Comune di Firenze stenta a decollare per mancanza di abitazioni private disponibili.

Oltre al dato degli sfratti, dovrebbe preoccupare il numero di persone giovani che stanno pagando con sempre maggior difficoltà canoni di locazione che erodono per più del 60% il loro reddito".

Tra il primo settembre 2023 e il 15 gennaio 2024, si sono rivolti agli uffici del Sunia 497 persone. Il 23% delle richieste di aiuto arriva dal quartiere 1, il 14% dal quartiere 2, il 21% dal quartiere 3, il 18% dal quartiere 4, il 24% dal quartiere 5. Di queste, 68 persone hanno meno di 30 anni e 101 hanno tra i 30 e i 40 anni. Del campione, il 22% ha uno sfratto per morosità, il 29% per fine locazione, il 10% ha un pignoramento immobiliare, il 39% ha contratti a scadenza. Dall’indagine effettuata viene fuori anche che il 23% paga tra 600-800 euro mensili, il 40% tra 800-900 mensili e il 37% più di 900 al mese.

"Dei circa 200 sfratti mensili, il 90% sono riconducibili a morosità ma, negli ultimi mesi, stiamo assistendo a un innalzamento del numero di coloro a cui non viene rinnovato l’affitto in scadenza in quando i proprietari preferiscono immettere i propri immobili nel circuito turistico" aggiunge Grandi.

Da quanto emerso, infatti, il fenomeno riguarda sempre di più famiglie di classe media o giovani. "In un mercato immobiliare virtuoso, l’inquilino capace di sostenere un contratto d’affitto con canone elevato non dovrebbe avere problemi a trovare un’altra casa: ma non accade a Firenze" non usa mezzi termini. Qui, secondo il Rapporto sulla povertà presentato in Regione Toscana, nel 2023 la percentuale di cittadini in condizioni di povertà assoluta sulla base dei redditi supera il 7% e arriva al 10% a seconda della zona mentre, al 1° novembre 2023, risultano percettori del reddito di cittadinanza 3.158 cittadini.

"Ma ripeto – riprende Grandi – i problemi degli sfratti ora riguardano sempre più i nuovi poveri, persone con un reddito e quindi con una capacità finanziaria che, alla scadenza del contratto, si ritrovano senza un tetto. Gli affitti turistici vanno assolutamente governati".

Un dato sociale ed economico inquietante che mette Firenze in allarme, perché sono i giovani le catgeorie maggiormente colpite. Il nostro futuro passa da loro, ma come potrà essere sereno?

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