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17 giu 2022

Case popolari, ore di tensioni Poi mediazione del Comune

Caos e scontri in via Canova dove una famiglia aveva rioccupato dopo lo sfratto. Ieri l’intervento dei servizi sociali, ma a fine serata l’accordo è saltato

17 giu 2022
carlo casini
Cronaca
La protesta dei giorni scorsi messa in atto dalla famiglia sfrattata all’Isolotto
La protesta dei giorni scorsi messa in atto dalla famiglia sfrattata all’Isolotto
La protesta dei giorni scorsi messa in atto dalla famiglia sfrattata all’Isolotto
La protesta dei giorni scorsi messa in atto dalla famiglia sfrattata all’Isolotto
La protesta dei giorni scorsi messa in atto dalla famiglia sfrattata all’Isolotto
La protesta dei giorni scorsi messa in atto dalla famiglia sfrattata all’Isolotto

di Carlo Casini

Pare si sia arrivati a una soluzione – quantomeno temporanea – per la famiglia di origine marocchina sfrattata lo scorso 8 giugno dalle case popolari di via Canova per morosità e reiterate violazioni al regolamento condominiale.

Nezha, dopo essere stata espulsa dall’appartamento dove abitava con i cinque figli (di cui due minori e la nipotina di due anni), per una settimana ha vissuto e dormito sotto i portici condominiali per protesta contro lo sfratto e soprattutto per la paura di essere separata dai figli insieme a due dei maggiorenni e alcuni manifestanti intervenuti in loro solidarietà.

Diviso il vicinato: una parte ha portato provviste e mostrato affetto alla famiglia; mentre una parte ha plauso allo sfratto perché la convivenza sarebbe stata difficile.

Mercoledì, poi un colpo di scena: due dei figli maggiorenni, si sono reintrodotti nell’appartamento rioccupandolo e asserragliandosi dentro. Immediatamente sono intervenute le forze dell’ordine: polizia, carabinieri, polizia municipale, supportate da vigili del fuoco e 118. Poi sono arrivati anche i servizi sociali del Comune per trovare una mediazione e rendere l’appartamento nella legittima proprietà di Casa Spa.

Nella serata non sono mancati momenti di forte tensione, come un tafferuglio tra alcuni manifestanti e la polizia, scoppiato perché alcuni ragazzi hanno tentato il contatto con gli agenti. Verso le 2, poi, è stato deciso di rimandare l’intervento alla mattina, perché un tentativo di sfratto in quel momento avrebbe potuto pregiudicare l’ordine pubblico.

Intorno alle 10 infatti sono tornati polizia e carabinieri, e poco dopo i servizi sociali, la Municipale e il presidente di Quartiere 4 Mirko Dormentoni. È stata proposta una soluzione, che pareva fosse stata accettata da parte della famiglia: i fratelli più grandi in una struttura del centro fiorentino, anche se i maschi adulti andrebbero in un locale e le femmine con i minori in un altro. La madre e la bambina più piccola, invece, in una struttura diversa. A tarda sera però, nessun componente della famiglia si è presentato presso le strutture individuate.

Nezha, a detta della famiglia, per timore che le venga levata la bimba, sarebbe andata in Marocco per affidarla a dei familiari, intenzionata a tornare oggi, ma il fatto non è comprovato. C’è poi il problema del cane, da cui i cinque fratelli non si vogliono separare: motivo per cui probabilmente uno dei maggiorenni non accetterà l’accoglienza proposta e continuerà ad accudirlo.

E stata quindi nuovamente rifiutata la soluzione che i servizi sociali e il Quartiere avevano proposto fin dall’inizio..

"Ci sono voluti otto giorni di lotte per vedere le istituzioni locali sul posto – hanno detto i consiglieri Spc Antonella Bundu e Dmtrji Palagi, che dall’inizio si sono recati giorno e notte sul luogo – Questa è una famiglia, ma ce ne sono molte in queste condizioni: deve essere data una risposta strutturale. Non si possono lasciare minori e persone per strada contro la loro volontà. Ufficialmente è iniziato tutto per morosità, ma chiederemo che in aula sia chiarito quali siano le altre questioni".

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