Ernest Simoni a Firenze
Ernest Simoni a Firenze

Firenze, 30 aprile 2018 - Novant'anni e una vita segnata da incredibili sacrifici, sempre a causa della propria fede. Ernest Simoni, il prete di origine albanese che nel 2014 commosse Papa Francesco nel suo viaggio a Tirana, oggi è l’unico cardinale – o uno dei pochi – a praticare esorcismi. Lo fa nella sua città d’adozione, Firenze, in cui vive assistito dal nipote. Figura asciutta, il cappello a tesa larga calato sugli occhi, padre Simoni – sessant’anni di carriera sulle spalle – ormai scaccia il demonio con la naturalezza cui cui i comuni mortali bevono un caffè.

Padre, quando ha scoperto di avere queste capacità?

«La prima volta che riconobbi il diavolo in una persona avevo 30 anni, incontrai una ragazza, urlava, sputava e nessuno riusciva a calmarla. Mi avvicinai a lei, pregai e scacciai via Satana dal suo corpo, la ragazza guarì per sempre».

Nel 1963 fu arrestato dal regime comunista di Enver Hoxha e tra le accuse figurava proprio quella di avere praticato un esorcismo su una donna. Da quel giorno non ha più smesso di scacciare il maligno dai corpi degli indemoniati. Oggi le arrivano richieste da ogni angolo del mondo, dall’Australia come dall’America o dall’Africa. Cosa è cambiato?

«Proprio così, sono in aumento le persone che chiedono un esorcismo o anche solo un atto di liberazione che sarebbe la prima parte di un esorcismo e quindi più breve. Di questi ultimi ne faccio cinque ma anche sei al giorno, tramite cellulare. La tecnologia è un grande aiuto. Per l’esorcismo vero e proprio, invece, serve il contatto umano».

E come funziona?

«Le spiego: una volta mi chiamò una donna preoccupata per suo figlio e mi chiese un atto di liberazione. Il ragazzo aveva smesso di andare a scuola e si era chiuso in se stesso. Sul suo corpo tutte le mattine trovava ferite, come se qualcuno lo avesse frustato nella notte. Le ho chiesto di passarmelo e sono riuscito a liberarlo. Sia chiaro, non sono io a guarire la gente, è Gesù, io eseguo semplicemente i suoi ordini. Ce l’ha detto lui d’altra parte: scacciate i demoni, guarite le persone. E io mi limito a farlo».

Dal suo alloggio alle porte del centro di Firenze, dove vive assistito dal nipote Tonin Simoni, combatte il male, guarisce i malati e aiuta anche le mamme che non possono avere i figli. Sa dirci chi è Satana nella società moderna?

«Il consumismo e l’invidia. Le persone si sentono sempre più sole, a volte finiscono col perdere la strada e allora si attaccano ai beni materiali. Tutti i giovani che vogliono salvare la propria anima devono avere tanta fede, recitare tre rosari, essere casti e avere una dedizione totale al Santissimo cuore di Gesù. La castità, non mi stancherò mai di ripeterlo, è la virtù più potente».

Come si fa a riconoscere una persona indemoniata?

«Non è difficile: alcuni posseduti, durante la preghiera, si contorcono, sbraitano, bestemmiano. Una volta mi è capitata una donna con la voce da uomo o un ragazzo che anziché parlare abbaiava. Qualcuno quando mi vede inizia a sputare. Di solito hanno lo sguardo vuoto o perso e quando si parla di amore o di emozioni positive escono fuori di testa, diventano aggressivi. Satana ha paura del bene, non sopporta le persone che si amano, capaci di sentimenti puri. Si capisce quando c’è una malattia psichica o se siamo in presenza del male».

Lei è da decenni autorizzato dalla Chiesa a fare queste preghiere di liberazione.

«Certo, tutti devono avere il documento del loro vescovo. Niente esorcismi fai da te».

Padre, chiudo con una provocazione. Ma secondo lei, è possibile che Satana riesca a fare anche del bene?

Lui non si scompone: «Sì, ma solo perché lui non è perfetto come Gesù e quindi sbaglia. Con l’obiettivo di fare del male a volte finisce col fare del bene».