FRANCESCO QUERUSTI
Cronaca

Calciomercato giovanile: "Grandi club senza etica". La Grevigiana insorge

Il direttore generale Casci: "Rispetto per le società e i tesserati spesso minori". E il presidente della Florence aggiunge: "Il premio alla carriera va ripristinato".

Calciomercato giovanile: "Grandi club senza etica". La Grevigiana insorge

Calciomercato giovanile: "Grandi club senza etica". La Grevigiana insorge

Stop al calciomercato di bambini e ragazzi senza regole e soprattutto senza buon senso. Questo è il grido d’allarme della Grevigiana che ha realizzato un manifesto, inviato a tutti i tesserati del club e alle varie componenti del calcio e alle istituzioni. L’appello è stato subito raccolto dall’Associazione Calcio Fair Play, che raggruppa numerose società, e vuole essere una forte cassa di risonanza per sensibilizzare il mondo del calcio.

"Vogliamo far sentire forte il nostro grido d’allarme - spiega il direttore generale della Grevigiana, Cristian Casci -. Il calciomercato dei giovani deve essere maggiormente regolamentato e ritengo necessario il rispetto fra le società e i tesserati. Situazione che si è ulteriormente aggravata a seguito delle nuove normative che consentono lo svincolo a calciatori di qualsiasi età al termine della stagione. Dirigenti, procuratori e talent scout di club blasonati agiscono senza etica, morale e sportiva, nei confronti delle società minori. Serve massima trasparenza per il bene dei ragazzi".

Casci tiene a illustrare questi comportamenti: "Per convincere i giovani e le famiglie a cambiare casacca si scavalca la società e i giocatori vengono contattati direttamente o tramite i genitori con messaggi, telefonate, social e anche pedinamenti per capire dove abitano. La caccia all’ipotetico campione parte così, con tante false illusioni. Dimenticando che in gran parte si parla di minorenni e vorrei sapere se i mezzi usati sono leciti".

Infine la Grevigiana precisa: "Nessuno vuol vietare ai propri tesserati di cambiare maglia e passare a un’altra società al termine della stagione. La nostra accusa riguarda la mancanza di correttezza. È come entrare in casa altrui senza essere autorizzati. Per prima cosa ci deve essere il contatto fra società e poi con famiglie e giocatori. In alcuni casi si contattano bambini anche di 6, 8 anni, togliendoli dal loro nido di crescita educativa attratti da false sirene".

Sull’argomento intervengono Francesco Cesari e Massimo Pieri, dirigenti dell’Associazione Calcio Fair Play: "La base su cui si è fondato Calcio Fair Play è quella di trasmettere i principi e la correttezza fra dirigenti di società e i genitori. La nostra azione sarà sempre in questa direzione attraverso incontri e convegni istituzionali e non, per portare in alto e visibili i nostri valori finalizzati al bene sportivo ed educativo dei ragazzi".

Un altro importante argomento è sul tavolo del calcio giovanile: "Servono normative più concrete e mirate a un giusto premio - afferma il presidente della Florence, Emilio Nocentini - per chi ha cresciuto per vari anni le giovani promesse nella scuola cacio e nel settore giovanile. Devono essere alzati i compensi che i club più forti devono corrispondere alle altre società. Sarebbe giusto il ripristino del premio alla carriera che inspiegabilmente il Consiglio Federale ha tolto. Ad esempio la Settignanese per Federico Chiesa è stata molto penalizzata".