Alberto Nocentini
Alberto Nocentini

Professor Nocentini, il termine "Burian" e il nostro "Buriana" derivano dalla stessa radice?
"In realtà no anche se c’è una somiglianza tra le parole che può spingere a pensare che possa essere così o che una possa derivare dall’altra ma, effettivamente, hanno origini completamente diverse".
Il vento Burian a cosa deve il suo nome?
"Il termine russo burán è una voce proveniente dalle lingue turche del ramo Occidentale, probabilmente dal tataro di Kazan’, i Turchi dell’Asia centrale. Praticamente burán o borán si riferisce alla tempesta di neve tipica della steppa. Fra l’altro nel Dizionario Moderno di Alfredo Panzini del 1905 si fornisce anche la prima forma italianizzata del termine, burano, e il corretto significato di tempesta di neve accompagnata da vorticoso vento".
E il termine buriana utilizzato così frequentemente in Toscana invece da dove deriva?
"Buriana, nell’accezione di temporale, appartiene alla famiglia romanza discendente dal latino boreas, dal greco boréas, cioè vento di tramontana. Purtroppo il pasticcio per quanto riguarda le ascendenze è stato fatto dal Dizionario etimologico italiano degli Anni Cinquanta, dove buriana viene ricondotto direttamente al turco ottomano burán e buragán, vento turbinoso, con richiami al russo e al serbo-croato".
Quindi la nostra buriana, possiamo dire, ha effetti molto meno gravi rispetto al burian anche dal punto di vista meteorologico?
"Sì certo, come dicevo sono venti di tramontana. Fra l’altro mentre la forma primaria boria e bora, con i significati di vento gelido e burrasca, è propria dei dialetti che si affacciano sull’Adriatico, il derivato buriana, inteso come burrasca o temporale, è distribuito nel bacino del Tirreno secondo una catena che arriva alla Sicilia comprendendo anche la Versilia e l’isola d’Elba: si tratta di un termine marinaresco e utilizzato in contesti marinareschi. Poi in Toscana c’è spesso una trasposizione e il termine si utilizza per descrivere, ad esempio, situazioni di confusione, di conflitti magari anche in famiglia che possano richiamare a una situazione di tempesta ed è in questa accezione che la parola è più usata".
Ultimamente la meteorologia ha portato allo sdoganamento di molti nuovi termini noti ora anche al grande pubblico.
"Sì il successo mediatico della meteorologia e direi anche in un certo senso la drammatizzazione della meteorologia, con i continui allerta meteo, ha portato, sul piano linguistico, la diffusione e popolarità di termini che, un tempo, erano riservati agli addetti ai lavori. Fra l’altro, imitando quanto avviene oltreoceano, c’è anche il vezzo di battezzare gli eventi atmosferici più rilevanti ricorrendo a immagini mitologiche o a altre lingue, meglio se esotiche".