Autobus negati alle carrozzine. Opposizioni sul piede di guerra

L'area industriale di Scandicci è intasata di auto in divieto di sosta, su strisce pedonali e aiuole. L'amministrazione ha installato dissuasori, ma servono più controlli. Forse un ampliamento della tramvia potrebbe aiutare, o creare nuovi parcheggi.

Sosta selvaggia in zona industriale, l’opposizione si mobilita. Dopo la denuncia di Marco Becattini, costretto a una gimkana per andare a fare le manutenzioni alla sua carrozzina all’officina di via Europa, non mancano le polemiche. "Invece di parlare di sviluppo industriale – ha detto Leonardo Batistini (Lega) – forse sarebbe il caso di trovare una soluzione per i parcheggi nella zona industriale che ogni giorno offre uno spettacolo desolante per chi arriva in città. Ci sono ancora auto che sostano dentro le aiuole devastando ogni cosa. E anche quando non sono parcheggiate nelle aiuole, queste vetture finiscono sulle strisce, nei posti riservati ai disabili, alle fermate dell’autobus. Controlli? Pochi". Ogni giorno sono migliaia i lavoratori che arrivano a Scandicci. E l’area di via Nazioni Unite, via 8 marzo, via Europa è sempre intasata. Molte le proteste arrivate da residenti e ditte della zona, perlopiù griffe, che ricevono fornitori e manager da tutto il mondo. L’arrivo a Scandicci, tra terreni incolti e auto in divieto di sosta o sulle strisce pedonali è imbarazzante. L’amministrazione ha liberato i marciapiedi intorno alla rotonda di via Nazioni Unite, installando dei dissuasori in metallo, ma ancora non basta. Sono molte le zone grigie, tanto che il comando di polizia municipale aveva pianificato specifici servizi con sanzioni agli indisciplinati. Purtroppo siamo ancora lontani dall’avere un risultato accettabile. Probabilmente portare la tramvia da villa Costanza all’area Cdr (c’era un progetto di ampliamento fermo ormai da un po’) potrebbe servire ad allentare la pressione del traffico. Oppure si potrebbero usare alcune delle molte zone incolte nell’area per creare nuovi parcheggi.