
Assedio a Santo Spirito. Commercianti esasperati: "Pattuglie fisse, eventi e i bagni restino aperti"
Sono esasperati, i gestori dei locali di piazza Santo Spirito. Vittime e non fautori della malamovida, sotto scacco di orde di ragazzini e dei loro ’bottillones’. Arrivano in piazza già sbronzi, bottiglie prese nei discount, diventano incivili e rissosi. C’è chi parla anche di droga che circola. Certo, una minoranza di teste calde rispetto alla maggioranza che qui si ritrova legittimamente per fare serata all’aperto; ma quanto basta per rendere la piazza pericolosa per tutti. E l’aggressione di sabato a Bartolomeo Cusantini, titolare del bar Pitta m’ingolli da parte di una dozzina di ’mocciosi strafatti’ – come qualcuno li ha definiti – è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, cosicché i commercianti si sono riuniti ieri mattina per chiedere soluzioni. "Due sabati fa l’accoltellamento a un ragazzo e quello dopo una rissa, poi è toccato a me – racconta Bartolomeo – Inizialmente erano in quattro, stavano utilizzando i nostri servizi e in maniera illecita, oltretutto dando fastidio a delle ragazze. Ci siamo presi a parole e pensavo finisse lì. Invece quando sono usciti, uno più alterato ha iniziato ad alzare le mani, poi ha chiamato un gruppo di amici e mi hanno tirato calci e pugni". "Ho provato a difendermi, mi sono saliti tutti addosso e tiravano cazzotti da qualsiasi direzione – continua il barista, che pure è un omone alto e muscoloso – È andata bene che sono riuscito a coprirmi. Mi hanno spaccato un bicchiere in testa, poi un posacenere e qualcos’altro. Dopo poco vedendo che riuscivano a buttarmi giù, sono corsi via lanciando bottiglie per tenermi lontano".
"Accade sempre il sabato, le altre sere sono tranquille – prosegue l’aggredito – Chiediamo l’apertura dei bagni pubblici la sera, qui non c’è un posto alternativo ai locali per fare i propri bisogni. Quindi ci ritroviamo avventori che non sono clienti e hanno bevuto alcol portato da casa e che spesso lasciano i bagni in condizioni pietose o danno fastidio. Poi chiediamo un presidio, le forze dell’ordine altrimenti arrivano a fatto compiuto, a ora ci sono solo gli steward: non solo disincentiverebbero tali azioni, ma potrebbero controllare i documenti ai minorenni che stanno bevendo". "Presidio della polizia dalle 22,30 a chiusura delle attività – riassume le richieste Alberto Gargeri titolare di Volume, Borgo Antico e T’amerò –Tra poco finiranno le scuole e saranno centinaia i ragazzini allo sbando che portano liquori da fuori e si massacrano di alcol e risse. Ci vuole una volante pronta ad intervenire subito. Bagni pubblici aperti: li abbiamo pagati noi e chiudono alle 20! E poi eventi perché occupano lo spazio con attività positive, non si risolve il problema ma almeno si sposta. Andrebbe risolto a monte con l’educazione". "Dalle 7 alle 22,30 questa piazza è un’oasi – spiega Pasquale Maruca titolare di Gustapanino – Dalle 22,31 cambia volto, diventa pericolosa per qualche ragazzino che esagera; il 99% di ragazzini ne sono invece vittima e non sanno come uscirne. Sta a noi adulti trovare una soluzione, vanno educati". Presenti Lapo Cantini di Confesercenti e Stefano Guerri di Confcommercio per portare solidarietà alla vittima e promuovere le richieste dei commercianti con le rispettive associazioni.
Carlo Casini