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13 mag 2022

Allungare una mano per donare la speranza E’ il vero potere dell’accoglienza e della vicinanza

Dalle difficoltà nei primi giorni dopo l’arrivo nel 2015 alla gioia per il dialogo raggiunto volendosi bene

"La nostra famiglia gestisce un agriturismo a Contea, un paesino nel comune della Rufina in provincia di Firenze. Era il 2015 quando un gruppo di quattro ragazzi, tra cui Sly, giunse presso di noi che, con l’aiuto economico dello Stato, ci eravamo resi disponibili ad ospitare persone migranti nella struttura che possediamo. Il nostro compito era quello di provvedere al loro vitto, ai beni di prima necessità, ai servizi di mediazione linguistica e culturale. I ragazzi si mostrarono subito persone educate e intelligenti: parlavano l’inglese, alcuni anche il francese. Se capirsi non fu troppo difficile, comprendersi davvero fu l’ostacolo maggiore: facevano cose strane come indossare i giubbotti in casa, richiedere quantità incredibili di crema idratante e di l’olio di palma (proprio nel momento in cui lo si cominciava ad additare come veleno). Ovviamente non erano capricci… tenevano stretta la loro cultura per mantenere intatta un’identità. Ci siamo confrontati molte volte e alla fine noi siamo entrati nella loro cultura e loro nella nostra. Il grande segreto è stato quello di volersi bene, di rimanere aperti, mostrare reciproca pazienza perché ognuno ha il suo concetto di casa e di quotidianità. Oggi che non abita più con noi, Sly resta un componente amato della nostra famiglia".

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