Affittasi
Affittasi

Firenze, 4 maggio 2019 - Dall’inizio del 2019 per la prima volta, dall’esplosione di dieci anni fa, sono diminuiti gli appartamenti offerti a turisti. Nel terzo trimestre del 2018 erano 15mila gli immobili sul mercato tramite Airbnb e Homeaway, nel primo trimestre 2019 sono diventati 13.893. In buona sostanza, negli ultimi sei mesi, il comparto ha perso 1.107 unità.

«Non si può parlare di crisi del settore extra alberghiero, perché si tratta di percentuali minime. E comunque bisognerà attendere i dati del terzo trimestre 2019 per avere un quadro più chiaro. Ma ci troviamo di fronte a un calo di questo tipo di offerta, per la prima volta nel grafico di analisi la linea scende anziché salire» spiega Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi turistici. «Avevamo già assistito – riprende – ad un tiepido rallentamento nel primo trimestre del 2017, ma fu quasi impercettibile in quel periodo. Non possiamo dire che Firenze è una città meno attrattiva ma la domanda è cresciuta a una velocità inferiore a quella dell’offerta. Il mercato è quasi saturo e i proprietari che hanno fatto investimenti di questo tipo stanno cercando anche altri percorsi».

Secondo un’indagine condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze, per conto di Confesercenti/Assoturismo, nel primo trimestre 2019 l’industria turistica regionale ha registrato una vera e propria battuta di arresto con un -1% di pernottamenti. «I dati più deludenti sono arrivati dal comparto extralberghiero (-3,1%), a differenza dell’alberghiero che limita i risultati ad un valore di stabilità con -0,2%» ha spiegato Nico Gronchi, presidente Confesercenti Toscana. In realtà, i primi segnali di saturazione del mercato erano emersi a partire dall’ultimo trimestre del 2018.

Infatti, secondo i dati emersi da uno studio di AirDna, dopo 10 anni di crescita esponenziale, la tendenza degli affitti su Airbnb ha cominciato a dare i primi segnali di cambiamento: a un aumento delle inserzioni del +22% (settembre 2018) non è corrisposto un aumento delle entrate per appartamento che sono salite solo del 4%. Di certo non manca la domanda da parte dei turisti: la rental demand, una metrica che combina il tasso di occupazione annuo con quello di crescita del numero degli annunci sui primi 2000 mercati al mondo, a Firenze è pari a 71 su 100, e il tasso di occupazione degli alloggi fiorentini è pari al 76% dei giorni di ciascun mese, con il picco a maggio (80%) e il minimo a dicembre (35%).

«Stiamo portando avanti un nostro sondaggio per monitorare il fenomeno, ma può darsi che ci troviamo di fronte a una saturazione del mercato. La crescita della domanda è leggermente inferiore a quella dell’offerta. Ma si tratta di percentuali molto basse. Noi speculatori? Piuttosto noi siamo quelli che hanno contribuito a migliorare la qualità degli immobili nel centro, abbiamo riqualificato case vecchie e con impianti non a norma. E abbiamo portato turisti, o meglio cittadini temporanei, con ricadute più che positive su tutto il tessuto economico» conclude Gianni Facchini, presidente dell’associazione Myguestfriend, che rappresenta i proprietari di immobili.