Affittai la casa a quella donna. Dopo tre mesi scoprii strane cose

Aveva sui trentacinque anni e mi fece davvero una buona impressione. Al ritorno diventai furibondo

Vichi

Avevo deciso di andare in Francia tre mesi, per imparare il francese, e mi venne in mente di affittare casa mia a qualcuno durante quel periodo, giusto per pagare le bollette mentre ero via. Misi un annuncio sperando di ricevere presto qualche richiesta, ma non mi scriveva nessuno. Quando stavo per perdere le speranze mi arrivò una mail di una donna. Diceva di essere molto interessata ad affittare la mia casa proprio in quel periodo, perché stava restaurando casa sua. Molto bene, pensai. Le risposi immediatamente: "Vediamoci e parliamone." Dopo qualche giorno venne a casa mia.

Era una donna sui trentacinque anni, con gli occhi vispi e curiosi. Mi confermò il suo interesse. Le feci vedere le stanze, le spiegai le piccole magagne della casa, poi parlammo del prezzo e ci trovammo d’accordo. Firmammo un contrattino. Quindici giorni dopo partii per Marsiglia, contento di non dover pagare le bollette mentre ero all’estero. Passai tre mesi molto piacevoli, sforzandomi di imparare la lingua in ogni modo possibile, e riuscii a fare qualche progresso. Avevo anche prolungato la mia permanenza a Marsiglia di una decina di giorni, e l’inquilina se n’era già andata.

Arrivai a casa mia di notte, con addosso un po’ di nostalgia di Marsiglia, e appena varcai la soglia mi accorsi che c’era qualcosa che non andava. Accesi tutte le luci, e mi resi conto che tutte le mie cose erano state inspiegabilmente spostate. I libri non erano più in ordine, e alcuni erano stati messi dentro delle scatole… ma perché? Le poche copie di un quotidiano che avevo conservato per motivi personali e che tenevo su uno scaffale in alto (non davano fastidio a nessuno) erano state ficcate dentro un cassetto. La lampada che tenevo sulla scrivania era stata messa in cucina, per terra… Che senso poteva avere? Mordendomi le labbra mi misi a cercare un mouse costosissimo che avevo lasciato a casa, ben chiuso in un cassetto dentro la sua confezione originale.

Che senso aveva frugare in quel cassetto, tirare fuori il mouse dalla scatola e nasconderlo? Non poteva lasciarlo dov’era? Mentre lo cercavo mi imbattevo in altri oggetti che erano stati "strappati" dal loro luogo di origine e rimpiattati nei luoghi più impensati. Quando meno me lo aspettavo, trovai il mouse nel mobiletto del bagno, accanto alla carta igienica… ma le sorprese non erano finite: il mouse era rotto, fracassato come se fosse stato lasciato cadere da cinque metri di altezza. Ero furibondo. Non ci potevo credere, dovevo farmelo ripagare. Continuai a ispezionare la casa… Al posto dei bicchieri che avevo lasciato ce n’erano erano altri, invece di dodici erano cinque, stessa cosa per tazze e posate… La sedia di un tavolino che mi serviva per lavorare era stata messa lungo un corridoio, con sopra alcuni soprammobili presi qua e là… I miei calzini erano stati ammassati dentro una cesta… Una stampa di Caravaggio che tenevo appesa in camera era finita nello sgabuzzino delle scope… La lampada del salotto era dentro un armadio, senza lampadina… Le lenzuola erano quasi del tutto sparite, a parte un paio che avevo trovato in cima a un armadio… Un mio disegno antico, per me prezioso, in diapositiva, che tenevo in una busta verdolina, era scomparso, avevo rivoltato tutta la casa senza risultati… Avevo lasciato a casa lo spazzolino e il dentifricio (per i viaggi avevo un kit portatile), e li avevo messi in un armadietto del bagno dentro il loro bicchiere, ma lo spazzolino era stato spostato in camera da letto, nel comodino, e il dentifricio lo avevo trovato in cucina nel cassetto delle posate, mentre del bicchiere non c’era traccia…

Ma perché quella misteriosa creatura aveva voluto dividere quella "famigliola" che stava insieme da sempre? Non riuscivo a trovare una spiegazione… Al contrario, due piantine grasse che se ne stavano piacevolmente da anni ognuna nel proprio vasetto, erano state sradicate e messe insieme in un piattino, per far posto a due cipolle…

Poi una cosa assurda: lungo il corridoio c’erano i miei elastici per portabagagli, i ragni, tesi allo spasimo da un tubo all’altro del riscaldamento, a due metri e mezzo di altezza, a formare un reticolo di cui era difficile capire il significato… e sotto il letto trovai una corda che andava da una delle zampe del letto e a quella centrale della rete a doghe, un vero mistero… Provai a immaginare ogni possibilità, anche fantasiosi giochi erotici, ma i ragni tesi tra i tubi del riscaldamento e la corda sotto il letto non erano facili da collegare a cose del genere… Davvero non capivo, e soprattutto ero furioso.

1-continua

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