Accademia della cucina. Chef e studenti ai fornelli

Si sono distinti i ragazzi dell’istituto Chini. In piatti e bicchieri si è privilegiata la produzione locale.

Non è soltanto uno dei tanti eventi conviviali. La "Cena Ecumenica 2023", proposta dalla Delegazione del Mugello dell’Accademia Italiana della cucina, quest’anno è stata speciale.

Da una parte si celebrava, e lo si fatto in contemporanea in tutto il mondo, nei luoghi dove ha sede una delegazione dell’Accademia fondata nel 1953 dal giornalista Orio Vergani, il settantesimo anniversario della fondazione, ma soprattutto, in Mugello la si è organizzata in modo tale da valorizzare le caratteristiche di eccellenza del territorio, dalla scuola, ai produttori agricoli fino agli chef mugellani. Merito della presidente della delegazione Monica Sforzini, che ha coinvolto in modo diretto la sezione alberghiera dell’istituto superiore "Chino Chini" di Borgo San Lorenzo, e che poi ha messo ai fornelli non uno chef, ma una decina, provenienti da sette ristoranti diversi. E nei piatti e nei bicchieri si è privilegiata la produzione locale. Risultato ottimo, e obiettivo centrato. A cominciare dagli studenti dell’alberghiero.

"Li ho sentiti dopo l’evento -dice il professor Michele Occhibove – ed erano contenti ed entusiasti. L’iniziativa della Cena Ecumenica ha avuto una forte e bella ricaduta sui ragazzi. La possibilità di confrontarsi con gli chef del territorio, e di fare un’esperienza dove ci si confronta con la realtà, con gli adulti, è per loro un’occasione formativa molto importante. E hanno dato il meglio di sé". Erano una quarantina ragazzi e ragazze del Chini che hanno servito ai tavoli, accolto gli ospiti e cucinato. E sono stati davvero bravi. E gratificati dalla serata. "Anche per il nostro istituto poter festeggiare qui il settantesimo dell’Accademia della Cucina, è motivo di vanto". L’alberghiero mugellano è considerato una scuola molto qualificata. Ha trecento allievi, e sbocchi occupazionali ottimi. "Sicuramente negli anni il Chini ha formato giovani che ora sono sparsi in tutto il mondo", dice il professor Occhibove.

Altro "ingrediente" fondamentale della Cena ecumenica dell’Accademia sono stati gli chef mugellani. Non è frequentissimo vedere spalla a spalla chef di ristoranti che lavorano nella stessa zona. L’Accademia della Cucina ci è riuscita, invitando Elisabetta Fusi e Mirko Dello Iacono di "O’ Per Bacco", Alberto Gianassi della Trattoria "Da Alberto", Cristian Mattia della "Fattoria Il Palagio", Marco Bianchini de "Il Ginepraio Agriristoro", Cristian Borchi dell’"Antica Porta di Levante", Donato Petri di "Montelleri" e Assunta Corbo e Nicola Tranchina degli "Artisti". Infine i prodotti: molti quelli mugellani, dai formaggi ai cereali, dalla carne ai vini, tutte eccellenze del territorio sempre più riconosciute.

Paolo Guidotti

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