L’amministrazione scolastica continua a lavorare per la nomina dei supplenti: i ritardi ricadono sulle spalle dei presidi
L’amministrazione scolastica continua a lavorare per la nomina dei supplenti: i ritardi ricadono sulle spalle dei presidi
È ancora una scuola senza tutti gli insegnanti in cattedra. L’amministrazione scolastica continua a lavorare per la nomina dei supplenti e i ritardi ricadono sulle spalle dei dirigenti - sempre più costretti a mille equilibrismi per tappare i ‘buchi’, - e soprattutto dei ragazzi, che ancora non riescono a iniziare tutti i programmi. Il problema, di per sé non da poco, viene amplificato in caso di classi in quarantena. Ne sa qualcosa Maria Francesca Cellai, a capo dell’alberghiero Buontalenti: "Mi mancano ancora 15 insegnanti e 32 docenti di sostegno - accusa -. Sommiamo il fatto che...

È ancora una scuola senza tutti gli insegnanti in cattedra. L’amministrazione scolastica continua a lavorare per la nomina dei supplenti e i ritardi ricadono sulle spalle dei dirigenti - sempre più costretti a mille equilibrismi per tappare i ‘buchi’, - e soprattutto dei ragazzi, che ancora non riescono a iniziare tutti i programmi. Il problema, di per sé non da poco, viene amplificato in caso di classi in quarantena. Ne sa qualcosa Maria Francesca Cellai, a capo dell’alberghiero Buontalenti: "Mi mancano ancora 15 insegnanti e 32 docenti di sostegno - accusa -. Sommiamo il fatto che ho una classe in quarantena, con 8 docenti. Se i casi di positività dovessero aumentare, e le classi a casa crescere di numero, non saprei proprio come fare ad organizzare la didattica".

Anche in tempo di Covid, accusano i dirigenti, "possiamo chiamare i supplenti solo oltre i 15 giorni di assenza". Ma non è certo semplice: "Nessuno si muove da fuori regione per un incarico così breve. Così, finché riusciamo, cerchiamo di fare con le risorse interne", afferma Gianni Camici, dirigente dell’Iis Cellini-Tornabuoni. Sulle già fragili spalle degli istituti incombe poi il concorso alle porte: "Ho dato la mia disponibilità, perchè non potevo certo negare il fatto di avere laboratori a disposizione - dice Cellai -. Ma ora mi ritrovo nei guai perchè, dal 26 ottobre, per nove mattine, avrò da accogliere i prof del concorso. Assurdo che sia proprio lo Stato a metterci i bastoni tra le ruote. Devo sanificare, ma mi mancano i custodi. Dovrò far entrare i ragazzi dopo e, soprattutto, avrò ancor meno docenti. Perchè non avrò in classe i precari che affronteranno la prova".

"Se dovessi avere più di una classe in quarantena, allora sì che mi ritroverò senza professori. Una situazione ingestibile", accusa la dirigente. Al Cellini-Tornabuoni mancano ancora all’appello una quindicina di insegnanti. E pure quattro collaboratori scolastici su organico Covid. "Facciamo convocazioni su convocazioni, ma non sono posti accettati tanto volentieri", allarga le braccia Camici. "Al momento la difficoltà più grossa è rappresentata dai docenti in quarantena - conferma Alessandro Artini, presidente Associazione nazionale presidi della Toscana -. Io e i miei colleghi non sappiamo risolvere la questione sul piano organizzativo. Impossibile trovare i sostituti, specialmente là dove, come a Firenze, le supplenze non sono state ancora tutte assegnate".

"Un nodo parecchio critico è rappresentato anche dagli studenti in attesa del tampone - afferma Donatella Frilli, dirigente del liceo scientifico Da Vinci -. Tra l’attesa del tampone e il suo risultato passano dieci giorni, durante i quali però, stando alle regole, non potremmo attivare la didattica a distanza. Per una questione di buon senso, abbiamo così deciso che i nostri alunni in attesa di tampone devono mandarci una dichiarazione del medico. E a quel punto ci attiviamo per la didattica mista, ovvero la Did".

Elettra Gullè