Covid
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Roma, 27 ottobre 2021 - Crescono i contagi in tutta Europa. Le aree più critiche? Soprattutto i Paesi dell’est, dove le vaccinazioni vanno molto a rilento. I numeri parlano chiaro: nei Paesi in cui il livello di immunizzazione è più alto, il contagio resta sotto controllo. Parliamo del nostro Paese e anche della Francia. Il Covid invece sta raggiungendo numeri preoccupanti in Russia, in Romania, in Gran Bretagna e anche in Germania. Stando al Robert Koch Institut (Rki), il centro epidemiologico tedesco, ieri sono state registrate 23.212 nuove infezioni, 6.197 in più rispetto al mercoledì della scorsa settimana. Questo significa che il tasso d'incidenza (che misura i contagi su 100 mila persone sui sette giorni) tocca ormai quota 118. Una settimana fa il tasso non andava oltre gli 80 contagi sempre su 100 mila abitanti, mentre quota 100 è stata superata venerdì scorso, per la prima volta dallo scorso maggio. In aumento anche le vittime: ieri secondo l'Rki sono state 114. Attualmente in Germania è in corso un dibattito sull'opportunità o meno di mettere fine allo stato d'emergenza epidemico, che in teoria scade il 25 novembre. Pochi giorni fa, lo stesso ministro della Sanità Jens Spahn si è detto favorevole alla sua conclusione.

Regno Unito

La Gran Bretagna, dopo il boom di contagi dei corsi scorsi, sembra aver ingranato - lentamente, - la retromarcia, coi nuovi casi scesi sotto quota 40mila, pari al 25% in meno rispetto alla scorsa settimana. La politica molto liberistica di Boris Johnson - ricordiamo che dal 19 luglio scorso sono decadute le regole di obbligo di mascherina al chiuso e di distanziamento, - ha senza dubbio portato ad un aumento dei contagi. Ma Johnson resiste all’idea di introdurre il green pass, soprattutto per motivi economici. Secondo uno studio, il passaggio al cosiddetto ‘piano b’ per contenere la diffusione del virus costernerebbe all’economia inglese ben 18miliardi di sterline, pari ad oltre 20 miliardi dei nostri euro.

Austria

In Austria, invece, se il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva aumenterà, scatterà il lockdown solo per chi non si è vaccinato. I non vaccinati non potranno più uscire di casa se non per andare al lavoro o per riconosciuti motivi di necessità. «Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovraccaricato per colpa di indecisi e attendisti», ha tuonato il neocancelliere Alexander Schallenberg. Va talmente male in Russia, dove si assiste a mille morti al giorno (la soglia di vaccinati è molto bassa e le misure restrittive sono molto blande), che è stata decisa una settimana di lockdown tra il 30 ottobre e il 7 novembre, con la chiusura delle attività ‘non essenziali’.

Romania

In Romania, penultimo Paese Ue per quanto riguarda i vaccinati, la situazione viene definita “catastrofica”. Le scuole sono chiuse, serve il green pass anche per i centri commerciali e per i negozi.

Australia

E fuori dall’Europa? L'Australia ha autorizzato la somministrazione di una terza dose di vaccino Pfizer-BioNTech a tutti gli adulti sopra i 18 anni di età a partire dal prossimo mese. L'autorità di regolamentazione ha dichiarato di aver concesso l'approvazione provvisoria per i richiami, il che significa - hanno spiegato, - che le persone di età pari o superiore a 18 anni possono ricevere un richiamo (la terza dose), almeno sei mesi dopo il completamento di una prima serie di vaccini contro il Covid-19. Il ministro della Sanità Greg Hunt ha affermato che la campagna per le terze dosi inizierà non più tardi dell'8 novembre, previa approvazione dell'organismo consultivo per le vaccinazioni. “Inizieremo con anziani e disabili”, ha detto ai giornalisti a Canberra, precisando che il richiamo sarà poi reso disponibile per chiunque abbia ricevuto due dosi dei vaccini Pfizer-BioNTech, Oxford/AstraZeneca o Moderna.

Finora l'Australia ha fornito una doppia dose al 74 per cento della popolazione dai 16 anni in su; l'87 per cento ha ricevuto una sola iniezione. La terza dose era già stata resa disponibile per le persone gravemente immunocompromesse all'inizio di ottobre. Il governo auspica ora che Moderna chieda all'ente di regolazione australiano l'approvazione dei richiami. L'Australia prosegue poi nel suo cammino verso il ritorno alla normalità post-Covid: revocherà il divieto di viaggiare all'estero anche per motivi non indifferibili, mentre i confini del paese torneranno ad essere aperti anche per i lavoratori qualificati e gli studenti provenienti dall'estero entro la fine dell'anno. Dunque, più di 18 mesi dopo la chiusura dei confini esterni dell'Australia, i cittadini completamente vaccinati non dovranno più richiedere un'esenzione particolare per lasciare il paese, secondo quanto è stato reso noto in una dichiarazione congiunta dei ministeri della Salute e dell'Interno rilasciata nelle prime ore di oggi. L'apertura del governo è giunta quando il tasso di vaccinazioni completa nella popolazione adulta si avvicina all'obiettivo dell'80%.