Un piano per la gestione dei rifiuti "È possibile senza impianti termici"

Smaltire i residui secondo la strategia “rifiuti zero“, ponendo al centro l’autonomia delle comunità. Il primo incontro operativo dei comitati Zero Waste tenutosi ieri a Empoli ha presentato alternative .

Un piano per la gestione dei rifiuti  "È possibile senza impianti termici"
Un piano per la gestione dei rifiuti "È possibile senza impianti termici"

EMPOLI

Tutelare le risorse e favorire il recupero della materia evitando trattamenti termici e trasformazione della materia. Questo è il principale punto uscito dal primo tavolo regionale di lavoro per la costruzione di una agenda di mobilitazione e di proposte sulla produzione e sulla gestione dei residui secondo la strategia Rifiuti Zero, che si è tenuto ieri a Palazzo Pretorio a Empoli. Ai lavori hanno partecipato i vari comitati ’Zero Waste’.

"Questa nostra posizione nasce dall’analisi dei numeri forniti dall’agenzia recupero risosrse regionale, riferiti al 2021 – spiega Rossano Ercolini, presidente Zero Waste Europe – i quali mostrano in maniera eloquente come i rifiuti residui della zona ato centro della Toscana siano stati circa 150 mila tonnellate, che sarebbero potute essere trattate da specifici impianti a freddo, con i quali intercettare un ulteriore 50% di rifiuti riciclabili, lasciando così solo 75 mila tonnellate detossificate, in linea con la politica di rifiuti zero, da poter stoccare nelle discariche che sarebbero più dei depositi. Con il trattamento termico, che ha per altro dei costi dieci volte superiori, rimane invece il 25% come rifiuto pericoloso".

Chiusa la partita del gassificatore a Empoli, questo tavolo di lavoro intende offrire delle alternative concrete per lo smaltimento dei rifiuti urbani residui, in modo da gettare le basi per una pianificazione che a livello regionale tutt’ora non esiste. "Mi sembra assurdo – prosegue Ercolini – che debba essere basata sulla centralità dello smaltimento perché questo assolverebbe quei comuni che, numeri alla mano, sono principalmente colpevoli dell’inadempienza. A mio avviso si dovrebbe invece prima cercare di portare questi comuni al pari degli altri più virtuosi che arrivano fino oltre l’80% di raccolta differenziata, ponendo come obbiettivo minimo del piano regionale l’81%. Poi, solo allora tutti insieme si dovrebbe discutere su come comportarsi con i residui".

Un altro aspetto emerso dall’incontro empolese è il progetto di autonomia delle comunità, partendo dalla considerazione che i rifiuti speciali sono cinque volte quelli urbani e non è quindi giusto che il problema di gestione sia parificato a quello degli urbani e che quindi finisca per ricadere sui cittadini, i quali dovrebbero prendere in mano il timone della situazione, con una maggior partecipazione politica.

"La gestione dei rifiuti è un determinante di salute fondamentale – aggiunge Marco Cardone, comitato Trasparenza per Empoli – e per questo il punto più importante emerso da questo incontro è la richiesta di un tavolo regionale a partire da ato centro, tenendo conto dello schema di piano regionale redatto sulla strategia ’rifiuti zero’, da intendere come momento di confronto per arrivare ad un progetto condiviso".

Simone Cioni