Sipario blu. Torna Celestini con “Rumba“

Un nuovo spettacolo dedicato alla vita di Francesco. L’attore e narratore racconta il Santo di oggi.

Sipario blu. Torna Celestini con “Rumba“
Sipario blu. Torna Celestini con “Rumba“

FUCECCHIO

Terzo appuntamento al Nuovo Teatro Pacini di Fucecchio con la rassegna “Sipario Blu, tradizione e innovazione“. Domani sera alle 21.30 sul palcoscenico di piazza Montanelli torna l’attore e narratore Ascanio Celestini, con il suo nuovo spettacolo “Rumba – L’asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato“, musiche di Gianluca Casadei, voce Agata Celestini e immagini dipinte di Franco Biagioni. Celestini dedica questo suo ultimo lavoro a San Francesco, un uomo contro corrente, perché pur essendo ricco, scelse non solo di essere povero, ma di farsi servo dei poveri. Un cavaliere che non volle più fare la guerra e che, da frate, in tempo di crociate, si recò in Terra Santa predicando la pace e la fratellanza. Francesco in realtà si chiamava Giovanni e nacque da una madre francese quando il padre si trovava in Francia a vendere stoffe pregiate. Così venne chiamato “Francesco”, insomma un figlio francese che si legge tanti libri della letteratura cavalleresca. Divenne cavaliere o avrebbe voluto diventarlo, andò in guerra, ma finì in galera. Quando uscì dal carcere dovette ricostruire le case dei nobili che il popolo aveva cacciato da Assisi e impara a fare il muratore. Così diventa il santo che impara a ricostruire la Chiesa di Dio in terra.

"Ma perché Francesco ci affascina ancora dopo otto secoli? E dove lo troveremmo oggi? Tra i barboni che chiedono l’elemosina nel parcheggio di un supermercato? Tra i facchini africani che spostano pacchi in qualche grande magazzino della logistica?". Ponendosi queste domande, nei panni del personaggio-narratore, Ascanio Celestini racconta il Francesco di oggi, che trova i propri personaggi in strada, tra le case popolari, tra coloro che, oggi come ieri, nessuno vede. A Francesco si deve anche l’invenzione del Presepe, che il santo allestì per la prima volta a Greccio: "Nella notte di Natale del 1223 Francesco ha fatto, in quel piccolo paese, il suo primo presepe – conclude Celestini –. Un bue, un asino e una mangiatoia. Niente altro. Serviva mostrare che Gesù era nato povero. In un paese povero, un posto di poveri".