L’ex candidato a sindaco e consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Poggianti
L’ex candidato a sindaco e consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Poggianti
Empoli, 22 luglio 2021 - Minacciò e diede del ’fascista’ all’allora canidato sindaco Andrea Poggianti, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, e per questo un empolese di 25 anni è stato condannato dal Giudice di Pace a pagare quasi 5mila euro tra sanzione, spese legali, processuali e risarcimento. I fatti risalgono al 9 marzo del 2019, in piena campagna elettorale: il giovane si presentò davanti al comitato di Poggianti, in piazza Farinata degli Uberti, per quelle che...

Empoli, 22 luglio 2021 - Minacciò e diede del ’fascista’ all’allora canidato sindaco Andrea Poggianti, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, e per questo un empolese di 25 anni è stato condannato dal Giudice di Pace a pagare quasi 5mila euro tra sanzione, spese legali, processuali e risarcimento. I fatti risalgono al 9 marzo del 2019, in piena campagna elettorale: il giovane si presentò davanti al comitato di Poggianti, in piazza Farinata degli Uberti, per quelle che lo stesso esponente del centrodestra locale definì azioni intimidatorie. Da qui la scelta di querelarlo.

"Era da almeno un paio di giorni che andavano avanti questi tentativi nei miei confronti – spiega lo stesso Poggianti – fino ad arrivare al culmine nella sera del 9 marzo quando venni personalmente minacciato di lesioni e additato come fascista. Fu a quel punto che decisi di intraprendere l’azione legale". Il giovane fu sostenuto anche da alcune iniziative del Csa Intifada, che mise in piedi una raccolta fondi per aiutarlo a pagare le spese legali. Poggianti è andato avanti fino ad oggi, sostenuto dall’avvocato Jacopo Piampiani, ed ha ottenuto la sentenza di condanna. "Il rispetto dell’avversario, in politica, è una condizione fondamentale. Anche in una città tradizionalmente di sinistra come Empoli è necessario che tutti abbiano la possibilità di esprimere il loro pensiero. Se qualcuno la pensa diversamente da me – dice lo stesso Poggianti – non deve per questo sentirsi autorizzato a minacciarmi o a darmi del fascista, specialmente se ripenso a una campagna elettorale come quella del 2019 in cui il confronto tra candidati fu sempre leale e rispettoso". L’esponente del centrodestra locale si augura che questo episodio serva a prevenirne altri. "Spero che questa sentenza rappresenti un monito per chi, in futuro, si sentirà autorizzato a ripetere tali gesti", conclude Poggianti, che in quei giorni ricevette la solidarietà di tutto il centrodestra e dei candidati di Pd e 5 Stelle Brenda Barnini (poi rieletta a sindaco) e Anna Baldi. "Ma non dell’area politica che faceva capo a Beatrice Cioni", sottolinea ancora Poggianti.

Sempre in questo periodo sono poi andate avanti le indagini del commissariato per la scritta che comparve in quei giorni a Monterappoli ‘Spara a Poggianti’, per la quale però non è stato possibile rintracciato l’autore. Anche in quel caso si parlò di gesto fortemente intimidatorio nei confronti dell’allora candidato sindaco del centrodestra.