TOMMASO CARMIGNANI
Cronaca

Rivoluzione Castellani: lo stadio cambia nome. Dall’hotel fino ai negozi, ecco la trasformazione

Il progetto dell’Empoli è pronto a decollare, serve l’ok del Comune. Sul piatto almeno 50 milioni. Cruciale il ruolo della Computer Gross. L’inizio dei lavori già nel 2024. Corsi: "Faremo prima di qualcun altro..."

Tifosi azzurri al Castellani festeggiano la salvezza (Gasperini/FotocronacheGermogli)
Tifosi azzurri al Castellani festeggiano la salvezza (Gasperini/FotocronacheGermogli)

Empoli, 18 luglio 2023 – Continuerà a chiamarsi Carlo Castellani, per il rispetto e la riconoscenza che tutto l’ambiente Empoli ha nei confronti dell’uomo che dà il nome allo stadio. Ma si chiamerà anche Computer Gross Arena e se tutto andrà come sperato vedrà le prime ruspe entrare in azione nell’estate del 2024. L’obiettivo è completarlo entro due-tre anni, un tempo un po’ più lungo perché da richiesta del club la squadra dovrà riuscire a giocarci anche durante la fase di cantiere. Sì, forse stavolta ci siamo davvero. Dopo l’annuncio di qualche settimana fa, il progetto per il nuovo stadio è pronto a decollare. E una delle tre aziende partner che affiancherà l’Empoli nella realizzazione dell’intervento è proprio la Computer Gross, storico sponsor della squadra che nella giornata di ieri ha fatto gli onori di casa per la presentazione dell’opera di restyling. I tempi sono quelli già preventivati dall’ex ministro dello Sport Luca Lotti, oggi collaboratore del club: presentazione del project financing entro la fine dell’anno, inizio lavori nell’estate del 2024. In mezzo c’è la dichiarazione di pubblica utilità dell’amministrazione comunale, che in base alla nuova legge sugli stadi dovrà arrivare entro e non oltre 90 giorni.

L’Empoli punta a ottenere una concessione pluriennale, per un progetto che nella sostanza non si discosta molto da quello presentato nel 2015. Saranno demolite la tribuna e le due curve, che verranno poi ricostruite interamente coperte a ridosso del campo. La capienza complessiva potrebbe andare dai 16 ai 20mila posti: una valutazione che è tuttora in corso e che viene fatta in base alla candidatura dell’Italia agli Europei del 2032. Empoli potrebbe essere uno degli stadi cosiddetti ‘complementari’ e per questo potrebbe necessitare di più posti.

I costi , lievitati rispetto a 8 anni fa, potrebbero aggirarsi tra i 50 e i 60 milioni di euro. Insieme alla Computer Gross potrebbe esserci la Conad, che non ha mai abbandonato l’idea di sostenere il club per realizzare uno spazio commerciale all’interno del nuovo stadio. Non sarà però un supermercato di grandi dimensioni: nell’ottica di rimodulazione del progetto, la superficie destinata ai negozi sarà inferiore. Ci sarà però una parte destinata al turistico-ricettivo, vera grande novità rispetto al vecchio progetto: un business hotel sullo stile del Da Vinci a Sovigliana. "Vogliamo essere vicini a una struttura come l’Empoli, che è un’eccellenza per la Serie A", dichiara il patron del gruppo Sesa, Paolo Castellacci.

«Dopo tanti anni può darsi anche che si faccia più veloce di qualcun altro – ribatte il presidente azzurro Fabrizio Corsi, con un chiaro riferimento alla Fiorentina – ma questo dipenderà dai nostri partner. Se dobbiamo pensare al futuro, serve uno stadio che abbia una godibilità esterna. Il Carlo Castellani Computer Gross Arena è la scelta giusta".

L’accordo con il gruppo durerà due anni. "Abbiamo fatto un’analisi delle esigenze della città e del territorio – spiega il direttore organizzativo dell’Empoli, Gianmarco Lupi – per realizzare una struttura a servizio non soltanto della squadra e dei suoi tifosi, ma anche della città". Ed è proprio sulla pubblica utilità, oggetto di scontro nel 2015, che si giocherà la partita politica. "Ci sono stati dei dialoghi con l’amministrazione comunale a cui abbiamo trasmesso delle esigenze. Siamo ancora in fase di progettazione e definizione – conclude Corsi – ma ci sembra di aver capito che il Comune condivide questo tipo di operazione insieme ai nostri partner. Per me è motivo di soddisfazione".