Vinci (Firenze), 20 ottobre 2019 - Hanno provato per minuti interminabili gli uomini e le donne del 118 a far ripartire il cuore di Erika. A far ripartire il cuore di una diciannovenne, morta poi in discoteca, intorno alle quattro, in un sabato che doveva essere felice. Un sabato come tanti: la notte a far festa, a cui sarebbe seguita una domenica pigra, la domenica di chi la sera prima ha tirato un po' tardi.

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E invece no, il cuore di Erika Lucchesi, livornese, si è fermato per sempre alla discoteca che tutti conoscono come Jaiss e che aveva ancora questo nome, che aveva mantenuto, pur affiancandolo all'altro nome, Mind Club. Un marchio, quello del Jaiss, che è un monumento per il movimento dance toscano tra gli anni Ottanta e Novanta.

Erika si è sentita male lì, nella serata in cui il Jaiss riapriva con una grande festa, una festa attesa, con i biglietti andati a ruba online, come nei grandi concerti. Il suo cuore si è fermato, è svenuta e non ha più ripreso conoscenza. Gli amici e lo staff del locale hanno capito subito che la situazione era grave.

Poco dopo le quattro la chiamata al 118. Arrivano al locale le ambulanze delle Misericordie di Vinci e Empoli. Iniziano subito le manovre rianimatorie. Sono momenti concitati e difficili per il locale e i ragazzi. I lampeggianti blu delle ambulanze sostituiscono le luci della festa. Ogni tentativo di strappare Erika alla morte è vano. La morte sopraggiunge lì, all'alba.

Arrivano i carabinieri e iniziano subito le indagini, con l'apertura di un fascicolo della procura fiorentina (Fabio Di Vizio, il magistrato, effettuerà poi un soprallugo nella mattina di domenica).

Sul posto sono intervenuti anche gli addetti dell'ispettorato del lavoro: sono in corso accertamenti anche per capire se la capienza dei locali fosse stata rispettata, e se fossero emerse ulteriori irregolarità. Ma che cosa ha ucciso Erika? Tutte le ipotesi sono attualmente al vaglio. I carabinieri non tralasciano nessuna pista, compresa quella dello sballo, di un mix di alcol e droghe che avrebbe provocato la morte della giovane.

Fuori, intanto, le prime luci dell'alba. La musica si spegne, resta il dolore. Quello dei genitori e della mamma di Erika, che accorre di fronte alla discoteca dopo la tremenda notizia portata dalle forze dell'ordine. La donna dovrà poi ricorrere alle cure del pronto soccorso di Empoli per un malore. La notizia raggiunge Livorno di prima mattina.

"Non si può morire così", scrivono su Facebook. Il locale viene sequestrato. Vengono posti i sigilli dai carabinieri. Lo staff e la direzione non vengono iscritti nel registro degli indagati ma i carabinieri approfondiranno le indagini e torneranno nel locale della tragedia. Intanto, il corpo di Erika viene trasferito all'istituto di medicina legale di Careggi. Ci sarà l'autopsia.

 Sulla pagina Facebook del Jaiss campeggia ancora il montaggio grafico che annuncia la serata. Partita con l'attesa e la felicità di esserci per tanti ragazzi. Finita con Erika volata via con i suoi diciannove anni. 

Francesco Marinari