Lupi e pregiudizi nella Chicago degli anni Trenta

La compagnia Gat Teatro sabato al Podere La Villa. In scena una commedia fra fantasia e realtà.

Lupi e pregiudizi nella Chicago degli anni Trenta

Lupi e pregiudizi nella Chicago degli anni Trenta

"Che crepi il lupo. In ragion del pregiudizio", questo il titolo dello spettacolo che porterà in scena la compagnia Gat Teatro sabato alle 21.30 al Podere La Villa di Castelfiorentino. La commedia, soggetto e scenografia di Barbara Barroccu e Luciano Bertini per la regia di Francesco Gallo, è ambientata negli Stati Uniti, nella Chicago del 1939. In una vuota aula di tribunale si è appena concluso un atteso processo, di cui però non si conosce la sentenza. Alla sbarra colui che è diverso, il ’nero’ per eccellenza e quindi per i benpensanti il ’cattivo’. Nello stesso tempo a casa di Emma, donna vinta dalla vita, un telefono squilla e inesorabile le porta via di nuovo la speranza. Sua figlia, la caparbia Alice, non sa arrendersi agli eventi, non può restare impotente di fronte a un copione scritto male, "questa favola va riscritta ad ogni costo!". Ed è così che dalla penna della giovane scrittrice, i personaggi della cronaca prendono nuova vita, intrecciandosi con la novella di una improbabile Cappuccetto Rosso e finendo per raccontarci uno spaccato di società, in cui l’amore di due amanti è vittima di gelosie, interessi economici e vili giochi di potere, trafitto a morte dall’avvelenata spada del pregiudizio. Nell’intreccio tra fantasia e realtà, Alice ritroverà se stessa in un doloroso percorso di espiazione, che la condurrà alla consapevolezza che solo noi stessi siamo gli scrittori dei copioni delle nostre vite, che vanno costruiti con cura, ponderando ogni scelta con attenzione, perché destinati ad essere recitati una volta soltanto. Sul palco il gruppo giovani del Gat: Antonella Rocco, Giacomo Gallo, Giulia Sireci, Francesco Bivona, Aurora Morandini, Andrés Burchi, Sara Zagaria, Alessio Morandini, Giulia Altomare, Felice Laveglia e Francesca Rocco. Le scenografie sono state realizzate da Alessio Innocenti e Nunzio Lo Re, mentre i costumi sono stati curati dallo stesso Alessio Innocenti insieme a Maura Ferri e Gigliola Menghini. Lo spettacolo è a numero chiuso (60 persone) con ingresso a offerta.