Il recupero dell’ex Fanciullacci. L’esproprio costa 240mila euro. L’iter va avanti: via alla ricostruzione

Con l’operazione da oltre 3 milioni di euro verranno realizzati spazi aperti ed edificazioni con funzione sociale

Il recupero dell’ex Fanciullacci. L’esproprio costa 240mila euro. L’iter va avanti: via alla ricostruzione

Il recupero dell’ex Fanciullacci. L’esproprio costa 240mila euro. L’iter va avanti: via alla ricostruzione

"La prima fase dei lavori si è ormai conclusa da tempo. E adesso che la situazione si è sbloccata, la seconda dovrebbe iniziare a breve". Lo ha dichiarato il sindaco Simone Londi, a proposito degli ultimi sviluppi del cantiere legata al recupero dell’area ex-Fanciullacci. Un’operazione da oltre 3 milioni di euro complessivi ruota com’è noto attorno alla realizzazione di spazi aperti (come una "terrazza sulla Pesa") e di un complesso edilizio che conserverà la memoria storica ed estetica della storica fabbrica chiusa nel 1988 dopo essere stata fondata nell’800. E’ prevista anche una passerella pedonale di connessione fra la stazione e il parco, che tuttavia al momento non è inclusa nel finanziamento richiesto. Le nuove edificazioni del complesso produttivo avranno una funzione legata al sociale: l’intenzione è di far sì che il nuovo edificio ospiti al pianterreno e al primo piano un centro per utenti disabili.

All’interno del nuovo stabile dovrebbero oltretutto essere realizzati nove monolocali che lasciano la porta aperta a molteplici utilizzi: l’amministrazione comunale sta valutando infatti la possibilità di adibirli a studentato o comunque a spazi aggregativi, ad esempio. Ma saranno in ogni caso soluzioni da individuare in un secondo momento: con il primo lotto dell’opera che prevedeva sostanzialmente la demolizione dei volumi residui che è stato completato. Secondo poi l’accordo stipulato lo scorso dicembre per la cessione dei terreni, il Comune di Montelupo si è impegnato a corrispondere alla famiglia Fanciullacci 240mila euro complessivi (140mila dei quali entro il prossimo 30 giugno). Nel mezzo c’è stato anche il ricorso da parte di una delle imprese edili che avevano partecipato all’appalto per il secondo stralcio, che ha lasciato in stand-by le operazioni per qualche mese nell’attesa che il Tar si esprimesse. E visto che qualche settimana fa il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso, l’iter può proseguire: nel giro di poche settimane dovrebbero partire le opere di ricostruzione.

Giovanni Fiorentino