L'area occupa 3.800 mq con il sovrastante immobile di 5mila metri cubi interrati e
L'area occupa 3.800 mq con il sovrastante immobile di 5mila metri cubi interrati e

Empoli, 5 luglio 2019 -  Era il 1 aprile scorso quando, durante l’inaugurazione del fontanello di acqua buona a Ponte a Elsa, il sindaco di Empoli Brenda Barnini annunciò la volontà dell’amministrazione comunale di acquisire l’intera area del cosiddetto ‘ecomostro’ e trasformarla in un parco urbano sullo stile di quello di Serravalle.

Gli uffici comunali stanno muovendo già i primi passi in questo senso, su mandato di un atto di indirizzo della giunta comunale firmato lo scorso 19 giugno: «È iniziato il percorso che ci porterà a risolvere il problema dell’ecomostro a Ponte a Elsa – ha detto il sindaco Brenda Barnini -. Qualcuno pensava che fosse una classica promessa da campagna elettorale ma si sbagliava. Noi non facciamo così. L’impegno preso con i cittadini è quello di abbattere quella costruzione e realizzare un parco e servizi per i cittadini e così faremo».

Il sindaco ha dato mandato al responsabile dell’ufficio patrimonio Eutilia Proietti di attivare l’iter per le verifiche tecniche allo scopo di condurre a una trasformazione della destinazione d’uro dell’area. In queste settimane saranno fatte tutte le valutazioni tecniche per la stima della parte immobiliare fallita e di quella non soggetta a curatela fallimentare.

Il cantiere edile è abbandonato ormai dagli inizi degli anni 2000, dopo il fallimento della ditta che vi effettuava i lavori: la M.G. Costruzioni di Caserta. Da allora l’immobile ha iniziato a vivere in uno stato di abbandono, e quindi di degrado ambientale. Più volte in questi anni l’area, di 3.800 mq e il sovrastante immobile di 5mila metri cubi interrati e 15 mila 300 fuori terra (destinati a garage, fondi commerciali al piano terra, uffici e appartamenti ai piani superiori) è andata all’asta, ma senza nessuna soluzione, l’ultima risale al 2017. Sul cantiere sono stati realizzati in questi ultimi anni una serie di interventi di messa in sicurezza da parte dell’amministrazione comunale con l’obiettivo di tutelare la sicurezza della cittadinanza residente. Una parte più piccola degli oltre 100 appartamenti è di proprietà di un’altra società, una ditta non fallita, con la quale il Comune ha già iniziato a parlare per capire in che modo acquisire l’altra percentuale della superficie immobiliare.