Defibrillatore salva vita. Dai parchi alle palestre. I luoghi cardio-protetti arrivano quasi a cento

Dagli impianti alla biblioteca fino al centro commerciale di via Sanzio. L’assessore Biuzzi: "Abbiamo investito e siamo andati oltre la normativa. Ma adesso per completare la mappa dobbiamo insistere su Serravalle".

Defibrillatore salva vita. Dai parchi alle palestre. I luoghi cardio-protetti arrivano quasi a cento
Defibrillatore salva vita. Dai parchi alle palestre. I luoghi cardio-protetti arrivano quasi a cento

L’ultimo episodio risale a due settimane fa. Siamo al Circolo tennis di Villanova: un 59enne si accascia sul pavimento dello spogliatoio dopo la partita a padel. L’arresto cardiaco non gli è fatale, l’uomo viene salvato in extremis grazie anche all’utilizzo del defibrillatore. Il lavoro di prevenzione e di formazione degli addetti al primo soccorso nella gestione di dispositivi fondamentali come, appunto, il Dae, è stato cruciale. Lo strumento già dal 2017 è diventato obbligatorio per le società e associazioni sportive, unito alla formazione di persone in grado di poterlo utilizzare dopo aver svolto i corsi Blsd (Basic Life Support Defibrillationed). Ma Empoli a che punto è? Abbiamo provato a mappare la città, dove sembra che la progressiva diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni abbia preso piede.

"Dal punto di vista sportivo la città è completamente cablata - assicura l’assessore allo Sport del Comune di Empoli Fabrizio Biuzzi - Dove c’è un impianto, c’è sicurezza cardiologica. La legge impone ai gestori dell’impianto (che sia pubblico o privato) di avere un defibrillatore. In diverse occasioni è stato utile. Ma l’operazione a cui abbiamo lavorato negli anni è stata soprattutto culturale. Abbiamo fatto passi da gigante rispetto a quando è uscita la legge". Sono una ventina i Dae disseminati tra gli impianti sportivi di Empoli, se si considerano i luoghi pubblici il numero si alza e oscilla tra i 50 e i 100, "escludendo le palestre e le iniziative private di cui non abbiamo tracciamento - continua Biuzzi - Con i soldi delle casse comunali abbiamo dotato di defibrillatore anche le palestre scolastiche, quando non sussisteva l’obbligo di legge. Ogni anno l’Ufficio Sport ritira gli apparecchi, si occupa della manutenzione, del controllo piastre e delle batterie. Ci abbiamo creduto sempre, facendo anche di più di quanto previsto dalla normativa".

Un dispositivo costa dagli 800 ai mille euro; sono tante le realtà associative che negli anni hanno contributo alla donazione di un Dae "in virtù di una coscienza civica che è andata crescendo. Il territorio è ben coperto. "Pensiamo al centro commerciale di via Sanzio, che è cardio protetto, ad uno dei condomini di viale delle Olimpiadi in zona sportiva dove, su iniziativa spontanea dei suoi abitanti, ha messo un defibrillatore a disposizione di tutti, dimostrando grande spirito di solidarietà. Al Green bar di Serravalle ne è stato istallato uno e anche la biblioteca grazie alla Misericordia ha una sua colonnina. "Per completare la mappa insisterei su Serravalle, il parco è grande e c’è tanta affluenza - conclude l’assessore - Un altro dispositivo non guasterebbe. E non sarebbe male per le frazioni, iniziare dai parchi pubblici. Formare più cittadini possibili al corretto utilizzo. Un passo in più lo si farà quando anche i negozi se ne doteranno. Invito tutti a non aver paura della tecnologia, vista spesso con diffidenza. Un gesto può davvero salvare una vita". Ylenia Cecchetti