Dai social al Ministero. La nuova sfida di Ilde : "Il mio incarico al Mef per servire lo Stato"

L’empolese, di Fontanella, aveva reso celebri gli Uffizi su TikTok. E ora ha raggiunto i massimi vertici istituzionali con un ruolo di prestigio. "I complimenti e gli auguri di Mattarella? Un grande onore" .

Dai social al Ministero. La nuova sfida di Ilde : "Il mio incarico al Mef per servire lo Stato"
Dai social al Ministero. La nuova sfida di Ilde : "Il mio incarico al Mef per servire lo Stato"

di Irene Puccioni

EMPOLI

La firma di un contratto prestigioso dopo anni di studio e sacrifici. L’augurio di buon lavoro ricevuto direttamente dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per Ilde Forgione, classe 1985, le emozioni sembrano non finire più. Da Empoli, più precisamente dalla frazione di Fontanella, al Ministero dell’Economica e delle Finanze con l’incarico di dirigente. È la bella storia di una giovanissima donna che con impegno, determinazione e dedizione è riuscita a raggiungere alte vette.

Come si diventa dirigente del Mef?

"Tutto è partito da un concorso per funzionario che ho vinto. Quindi ho partecipato ad un’altra selezione, quella per allieva dirigente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Sono entrata ed ho iniziato il corso di alta formazione che è durato dieci mesi ottenendo l’idoneità alla funzione dirigenziale e l’assegnazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze".

Di cosa si occuperà?

"Il mio compito è coordinare e guidare il personale, rendendo conto dei risultati del lavoro della squadra ai vertici, nell’ottica di contribuire alla migliore cura dell’interesse pubblico. La pubblica amministrazione è un sistema complesso, che richiede impegno e dedizione continua per poter funzionare".

Quante sono le persone che dovrà coordinare?

"Ancora non so quale sarà la mia squadra. Quello di cui sono certa è che farò il massimo per valorizzare le competenze e le peculiarità di ciascuno. Il mio obiettivo è dare un contributo all’attuazione delle politiche del nostro Paese sotto il profilo tecnico e manageriale".

Cosa la rende più orgogliosa?

"Il fatto di essere arrivata fin qui dopo un lungo percorso nella pubblica amministrazione. Ho lavorato anche dalla parte tecnica, quella più operativa e questo mi aiuterà nel lavoro di coordinamento e di valorizzazione del patrimonio di conoscenze individuali e collettive".

I fondi Pnrr sono una grande occasione per l’Italia, ma anche una grande sfida. Da dirigente del Mef come l’affronterà?

"La presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, Paola Severino, ha definito quella dell’8° corso-concorso la prima generazione di dirigenti Pnrr una classe dirigente che non solo dovrà contribuire a dare attuazione concreta al Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che del Pnrr dovrà assimilare e perpetuare la filosofia più profonda: una programmazione sviluppata per obiettivi quantificabili e misurabili, un efficace utilizzo dei fondi e un orientamento costantemente rivolto al cambiamento e all’innovazione. Io sono qui per questo".

L’augurio del presidente Sergio Mattarella le ha dato stimolo?

"Moltissimo. È stato un onore. Il Presidente con il suo discorso ci ha fatto sentire parte integrante della Nazione, il braccio operativo delle politiche del Governo. Sa, io al nostro Stato devo tutto".

In che senso?

"Ho potuto studiare grazie alle scuole pubbliche, conseguire il titolo di dottora di ricerca, anche fare sport e studiare musica grazie alle strutture pubbliche. È arrivato il momento di restituire quel che mi è stato dato, adempiendo le funzioni direttive che mi saranno affidate con disciplina e onore".