Da ex colonica a rifugio per minori. Ecco la casa simbolo di pace. Una festa per la comunità

La nuova sfida di Shalom: inaugurato il centro per ragazzi svantaggiati che arrivano da Mali, Tunisia e Gambia

Da ex colonica a rifugio per minori. Ecco la casa simbolo di pace. Una festa per la comunità
Da ex colonica a rifugio per minori. Ecco la casa simbolo di pace. Una festa per la comunità

Non un giorno qualunque, ma la ’Giornata mondiale della Pace’, e non poteva essere altrimenti. Non è stata casuale la data scelta dal Movimento Shalom per inaugurare la casa-famiglia per minori non accompagnati. Arrivano dalla Tunisia, dal Mali, dalla Costa d’Avorio, dal Gambia e dalla Guinea i piccoli ospiti accolti nella struttura aperta nel Comune di Fucecchio, nella frazione di Torre. Al taglio del nastro hanno partecipato gli amministratori comunali, l’arma dei Carabinieri e i rappresentanti delle associazioni del territorio: una grande festa della comunità durante la quale è stato svelato anche il logo della casa. Una cerimonia interreligiosa ha suggellato l’iniziativa, conclusa con una preghiera per la Pace pronunciata da un giovane Imam Ivoriano. E così la casa colonica - resa idonea per l’accoglienza dal proprietario, Lisandro Santini - è stata riadattata e trasformata in un luogo sicuro e caldo per i giovani in cerca di un futuro e di una seconda possibilità. Una nuova sfida educativa, questa, per Shalom, che ha pensato a un centro per minori stranieri dai 12 ai 17 anni, rimasti soli.

Un progetto che inizialmente doveva essere sostenuto dalla partita di beneficenza ’Metti in campo il cuore’ tra la nazionale cantanti e i campioni del cuore Shalom. Ma i ricavi della manifestazione, vista l’emergenza alluvione, sono poi stati destinati a un’altra causa. L’idea della casa-famiglia ha comunque preso corpo e spazio, rivolgendosi alla categoria di minori svantaggiati per i quali sarà a disposizione un’equipe eccellente di educatori. A coordinare l’inaugurazione è stato Luca Gemignani, lasciando poi la parola all’assistente generale di Shalom don Donato Agostinelli e al parroco della Torre don Castello.

Alla dottoressa Giulia Gori, responsabile del progetto, il compito di illustrarne i dettagli insieme alle pedagogiste Chiara Boddi e Sofia Geri che hanno fatto un bilancio del primo mese di esperienza e hanno presentato i minori. Non sono mancati i saluti istituzionali, con il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli che ha sottolineato l’importanza e l’urgenza formativa dell’iniziativa e l’assessore al Sociale Emiliano Lazzeretti che ha rinnovato la sua disponibilità per portare avanti progetti e attività utili ai minori.

Dopo l’emozione per il debutto, tra abbracci, gioia e soddisfazione, un momento per stare insieme e brindare idealmente al nuovo anno. Nell’occasione infatti è stato riattivato il vecchio forno a legna del casolare, dal quale sono uscite schiacciate e pizze calde, pronte per essere condivise. A gestire l’operazione merenda i giovani della comunità che hanno preparato e offerto a tutti i presenti, deliziosi piatti africani e asiatici. Niente di più bello e significativo per iniziare il 2024 all’insegna della fratellanza e della solidarietà.